Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <315>
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L'Idea Liberale dal 1896 al 1900
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I risultati delle elezioni del 21 e 28 marzo non soddisfano i moderati del­l'Idea; la tenuta e il progresso della Destra a livello nazionale non li entusia­sma, mentre la generale avanzata delle forze di sinistra, e in particolare l'aumen­to dei deputati socialisti da 12 a 15, spinge i collaboratori del giornale a ri­cercare le cause più remote e recenti della crisi del liberalismo ed a recitare, in alcuni casi, il mea culpa. Castiglione fa risalire il successo dell'Estrema alla sfi­ducia dell'opinione pubblica nei confronti delle istituzioni, e il motivo di que­sto atteggiamento lo ritrova in tutta la politica della Sinistra dal 1876 in poi, ma soprattutto in quella crìspina. Le elezioni sono state una dura lezione > per tutti i partiti costituzionali, sia per quelli che avevano ritenuto politica con­servatrice quella che si inspira ai cattivi rimedii della dittatura > (è chiaro il riferimento alla politica crispina), sia per gli stessi liberali-conservatori che devono essere ancora più intransigenti e più energici, ancora meno facili a cedere per deferenze di convenienza e di riguardi personali quando è in gioco, non un concetto di semplice speculazione politica, o di interesse elettorale, ma quando è in gioco l'essenza, la ragione della nostra dottrina e dei nostri principi: moralità, libertà, ordine.41)
Dopo la delusione dei risultati elettorali, ritorna puntualmente il richiamo ad una maggiore intransigenza da parte delle file conservatrici; lo stesso diret­tore dell'Idea, che pure aveva lasciato difendere a Francesco Ambrosoli le can­didature ministeriali e gli amici di Rudinì, ora accusa come maggiore respon­sabile della crisi una classe borghese che non ha saputo opporsi al diffondersi del socialismo.42) E Borelli aggiunge che tutelare l'ordine non vuol dire inseguire sogni reazionari: la difesa non deve né può consistere nei carabinieri, nelle leggi di polizia e nemmeno in quella discutibile panacea che è il voto plu­rimo . 43)
Responsabilità dei conservatori per aver accettato compromessi trasformi­stici, decadenza della borghesia, non sono le sole cause del successo delle forze di sinistra; a queste va aggiunto il sistema economico e finanziario italiano che vessa le classi meno abbienti con tutta una serie di imposte indirette sui con­sumi di prima necessità, spingendole verso i lidi del collettivismo .44)
La consapevolezza della necessità del recupero dell'originario programma
cipe al programma integro e intransigente dell'Idea Liberale (G. BORELLI, Domenico Oliva, in L7.L., 14 marzo 1897).
4) L'Estrema aumentava complessivamente i suoi rappresentanti da 45 a 62; i socialisti ottenevano 135.000 voti rispetto agli 80.000 del '95. Per un'analisi dettagliata dei risultati elettorali del '97 anche a livello regionale, cr. M. BELARDINELLI, Un esperimento liberal-conservatore cit., p. 149 sgg.
41) A. CASTIGLIONE, a Politica Il risultato delle elezioni , in L'I.L., 28 marzo 1897.
42) G. BORELLI, Notabene , in L'I.L., 28 marzo 1897, dove così afferma: e E non ai è meritata questa esplosione di fede e di protesta socialista, una borghesia tarda e fredda, dimentica delle sue origini, delle sue tradizioni, del suo ufficio storico, chiusa in sé stessa a consumarsi d'egoismo scettico e di laboriosa digestione? Qualcuno ora, almeno aprirà gli occhi. Il pericolo è che li apra male e che pigli le vertigini dello spavento .
43) Ibidem.
44) Cfr. Ex FINANZIERE, La Finanza e l'Economia pubblica nelle elezioni politiche , in L'I.L., 25 aprile 1897. In campo finanziario i liberisti dell'/dea chiedono una legisla­zione sul modello di quella inglese. Sulla polemica dei liberisti contro la politica protezio­nista in genere v. G. ARE, Economia e politica nell'Italia liberale (1890-1915), Bologna, 1974 e in particolare il cap. intitolato e Socialismo, liberismo, capitalismo .