Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <316>
immagine non disponibile

316
Mariella Rizzo
dell'/dea in un momento in cai il recente risultato elettorale fa pensare e medi­tare sulle strade percorse, induce i collaboratori della rivista a prendere le distanze da Zanardelli, specialmente quando si incomincia a parlare ufficial­mente della sua candidatura a Presidente della Camera. Il timore dichiarato è che il governo possa essere influenzato dal leader della sinistra nello svolgere il suo programma, nel senso di procrastinare, impedire forse l'esecuzione di tutta quella parte sana e vigorosa di idee conservative, le quali sono apparse la nota più caratteristica così della lettera agli elettori del marchese Di Budini, come dello splendido commento che ne ha fatto Fon. Prinettì.45
La compagine ministeriale sembra troppo poco organica nella sua compo­sizione al moderati dell'Idea i quali, preoccupati delle pressioni da sinistra sul ministero, dichiarano che nel caso fosse stata seguita una politica di opportu­nismi, al partito liberale-conservatore non sarebbe rimasto che passare all'op­posizione. *
Giuseppe Zanardelli, su proposta del Governo, veniva intanto eletto presi­dente della Camera il 6 aprile; come conseguenza, a destra, si formava un gruppo di opposizione guidata da Colombo, Carmine e Caetani.
Il responso delle urne, la delusione provocata dalle scelte rudiniane, feri­scono non poco i redattori del settimanale milanese e specialmente il direttore, il quale, per tutto il '97, in una serie di scritti sull'Idea, cerca da un lato di individuare le cause della diffusione del movimento socialista e dall'altro di de­molire scientificamente la teoria marxista. Parallelamente, sempre sulla rivista, si fa strada l'iniziativa della fondazione di un partito conservatore monarchico intorno al quale si possano riunire le disgregate file dei liberali nel comune intento di opporsi al socialismo e agli altri partiti dell'Estrema. H motivo solle­citatore per un'azione più incisiva da destra nella vita politica italiana viene anche ora dalla paura del pericolo rosso come già nel 1891 (data del numero unico dell'Idea), ma i rimedi, insieme al processo di rinnovamento del libera­lismo (invocato in termini sempre più urgenti), vengono affrontati e risolti in una prospettiva diversa da quella indicata da Sorniani e Martinelli.
Il liberalismo dei due fondatori del giornale, rompendo con la tradizione, era impostato su basi scientifiche secondo i presupposti positivistici; quello di Borelli (anche se questi si dichiarerà sempre seguace dell'ideologìa spen-ceriana), tende soprattutto al recupero del pensiero di Cavour. Secondo il diret­tore dell'Idea, è infatti indispensabile, di fronte a una crisi crescente del libe­ralismo, muoversi nell'ortodossia del pensiero liberale, seguendo l'insegnamento dei capi storici della Destra.
La marcia del socialismo, iniziata nel 1876, era poi proseguita con suc­cesso insieme alla corruzione dell'Istituto parlamentare >, al proliferare di clientele e gruppi di carattere personalistico,47) e (non ultima causa) insieme alla crisi delle forze liberali.48* Un contributo al successo dei socialisti era venuto
*5) A. CASTIGLIONE, a Politica - Le prime difficoltà , in UI.L., 4 aprilo 1897.
Ibidem.
A1> Cfr. G. BORELLI, La marcia del socialismo - I ,. in UI.L., 4 aprile 1897.
48) G. BORELLI, La marcia del socialismo - II . a Le cause - La disgregazione libe­rale , in L'I.L., 11 aprile 1897. t L'offesa all'idea liberale sostiene Borelli data da un pezzo, si potrebbe dire, come sistema, dalla morte di Cavour o giù di li. Ma dal 1876 in poi è diventata una persecuzione atroce, un delitto permanente, un'apostasia ignobile ed invereconda. La sinistra parlamentare più altamente aveva parlato di libertà: ma, figlia