Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1896-1900; <
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1978
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Uldea Liberale dal 1896 al 1900 317
anche dal suffragio allargato: Bastò questo egli afferma per colmare la misura; e fu il trionfo di tutte le basse voglie, il dilagare di tutto il pantano chiuso nelle città, nelle borgate e nelle ville d'Italia.4** Tramontato lo spirito patriottico per lo spettacolo poco edificante dato da Governo, Parlamento, organismi locali, venuto meno il compito della scuola che aveva insegnato l'alfabeto, ma non fatto il cittadino , era caduto anche l'ultimo freno morale sulle masse, cioè la fede religiosa che era stata indebolita per le persecuzioni stolte di un laicato settario... il quale non seppe mai distinguere il diritto della patria dal diritto anche più puro ed augusto delle anime e delle coscienze.50*
Tutto questo, però, non significa che ineluttabilmente la società italiana si avvia ad una trasformazione di tipo socialista poiché, se poco incoraggiante è il successo dell'Estrema, tuttavia, secondo Borelli, c'è ancora spazio e possibilità di manovra per un avvicinamento delle forze liberali-borghesi alle classi più popolari, le quali si sono accostate al socialismo solo perché nella propaganda socialista hanno trovato la più spietata rivalsa verso un ordine di cose politiche ed economiche che li ha condannati alla miseria e che li mantiene in una disuguaglianza di fatto che la menzogna dell'uguaglianza legale rende più dolorosa e amara .51)
Contadini e operai sono stati spinti in braccio al socialismo collettivista perché esasperati da una borghesia capitalista ottusa e incapace di comprendere i problemi di carattere sociale; non meno addormentata appare la classe politica di fronte all'urgente compito di intraprendere un'opera di trasformazione morale, politica ed economica ormai urgente per difendere la società dalla propaganda collettivista.
spuria della demagogia, la libertà intendeva come soddisfazione di rappresaglia politica atroce . In tua terzo articolo, dedicato allo stesso argomento (v. ISI.L., 18 aprile 1897), Borelli annovera come altro motivo del successo del socialismo, la mancanza di una coscienza politica in Italia.
**) G. BORELLI, La marcia del socialismo - IV - Le cause La dissoluzione morale, in UI.L., 25 aprile 1897.
5) Ibidem.
5n G. BORELLI, Motivi socialisti (Lettere aperte all'on. Prampolini) - I , in UI.L., 9 maggio 1897. Cora, quelle masse che ti sono devote ricorda Borelli a Prampolini ragioneranno con maggiore o minor calma di sfruttati e sfruttatori, di collettività e di nazionalizzazione degli stromenti del lavoro, ma fuori dubbio sono e staranno con te fino a tanto che nessun altro con le opere non venga a romperti la strada... .
In una delle sue ultime lettere a Camillo Prampolini, Borelli spiegherà che i liberali credono nella disuguaglianza dovuta alla selezione delle leggi naturali, non a quella provocata da privilegi concessi a favore di una determinata classe (V. G. BORELLI, a Lettera a Camillo Prampolini, XXIV , in Ul.L., 14 novembre 1897).
50 Vorrei vedere una politica liberale e liberista audacemente inaugurarsi a mettere un po' di sangue e di aria in questo nostro paese che imputridisce e si sfascia; vorrei vedere la giustizia istituirsi al governo e ripartire logicamente, inflessibilmente obblighi ed oneri economici; vorrei vedere il lavoro protetto, privilegiato dalla legislazione; vorrei vedere la morte della burocrazia e del militarismo; vorrei vedere cioè il principio dell attuazione di tutto il gran programma liberale ed individualista come è da noi inteso e propugnato, e poi allora si potrebbe anche provare a farci ascoltare dal popolo (G. BORELLI, Motivi socialisti (Lettere aperte all'ori. Prampolini) - I , in U.I.L., 9 maggio 1897, già cit. Una settimana prima sempre lo slesso Borelli aveva espresso un giudizio totalmente negativo sulle scelte compiute dai liberali moderati per circa 25 anni: oc I conservatori italiani per paura di un finimondo... votarono i privilegi bancari, tutti i dazi,