Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1896-1900; <
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1978
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Mariella Rizza
In un articolo successivo Giovanni Borelli, continuando la polemica iniziata con Camillo Prampolini, respinge l'accusa rivolta ai collaboratori dell'/dea di pretendere di dimostrare ai lavoratori che essi Bono vittime di una inevitabile ed eterna schiavitù *;
Noi crediamo replica il direttore del settimanale incontrovertibile la legge spencerìana d'individuai ireazione e della differenziazione biologica e perciò riteniamo assurdo, folle, un sistema di ricostruzione sociale basato sull'onnipotenza dello stato e sulla coazione legale; ... ma non ci siamo mai sognati di ritenere eterna la schiavitù economica e morale del proletariato e di giustificarne le miserie presenti asserendole a priori insanabili. 53)
I liberali conservatori devono prendere atto dell'esistenza della questione sociale che non può e non deve essere pericolosamente lasciata con tutte le Bue soluzioni ai socialisti; e alla chiusura preconcetta di fronte a tale problema di molti proprietari e imprenditori (che pure si dicevano liberali), 5*) Borelli oppone l'iniziativa di un vero conservatore liberale quale l'on. Emilio Conti, il quale aveva fondato una società di mutuo soccorso, La fratellanza , fra proprietari, agricoltori e fittavoli nel Lodigiano. 55)
Borelli, che aveva prima parlato, anche se in termini generici, dell'opportunità della legislazione sociale, dimostra ora di credere contemporaneamente in una soluzione di tipo paternalistico e filantropico, affidando il miglioramento dei rapporti di lavoro alla disponibilità di una classe di proprietari illuminati, sensibili a certe richieste provenienti dal basso. L'appello di Borelli alle forze moderate a proposito di tale problema, non rimane voce nel deserto, se Raffaele Cognetti De Martiis56) il 13 giugno può annunziare la nascita a Torino di una Lega per la giustizia sociale (alla quale aderisce anche L. Einaudi) con lo scopo dichiarato di risolvere le controversie in materia di lavoro.57) Il provvedimento rientra nell'iniziativa più ampia della formazione di un nuovo partito liberale sulla base dell'ideologia individualista; se ne fa promotore, dalle
tutte le imposte, tutte le distorsioni del pubblico denaro in Italia ed in Africa; assolsero governi che avevano violentato nei modi più indegni la libertà, la dignità del voto; governi che avevano esercitato la vendetta politica come arma di potere;... per poi finire col proclamare necessari, indeclinabili la dittatura avvelenatrice, disgregatrice del Depretis e il cesarismo parlamentare, disonorante del Crispi (G. BORELLI, La marcia del socialismo - L'officio di un nuovo partito conservatore , in L'I.L., 2 maggio 1897).
53) G. BORELLI, C Motivi socialisti (Lettere aperte all'on. Prampolini), - II , in L7X., 16 maggio 1897.
5*) Cfr. G. BORELLI, <C Motivi socialisti (Lettere aperte all'on. Prampolini) - VI , in L'I.L,, 25 luglio 1897. Borelli difende il diritto di proprietà e, se mai, afferma che era da criticare e biasimare oc una classe di proprietari ciuchi e improvvidi i quali nella complicità ancora più sciagurata della legge, e del Governo, preparano sul serio la via ai moti di rivendicazione sociale più affrettati e inconsulti .
55) G. BORELLI, a L'iniziativa di un liberale (L'on. Emilio Conti) , in L'/X., 27 giugno 1897.
56) Raffaele Cognetti era collaboratore del Laboratorio di Economia politica fondato presso l'Università di Torino nel 1893 da Salvatore Cognetti De Martiis. V. C. POCLIANO, Cognetti De Martiis. Le origini del Laboratorio di Economia Politica, in Studi storici, settembre-dicembre 1976, pp. 139-168.
57) R. COGNETTI DB MARTIIS, a II partito nazionale italiano , in L'I.L., 13 ghigno 1897.