Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1896-1900; <
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1978
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Mariella Rizzo
Videa, egli esplicitamente rimprovera molti dei suoi amici di continuare a credere nell'on. Di Rudinì;
altri di noi dice Ricci non vi crediamo più, e, malinconici, assistiamo ai continui tentennamenti di quest'uomo, cui soltanto la fortuna ha posto due volte in mano il governo del paese, e che per la seconda volta rovina una delle migliori situazioni parlamentari, che uomo politico abbia avuto in Italia, dopo Cavour. Noi possiamo ritenere, anzi riteniamo come decoro del nostro partito in Parlamento, uomini quali Emilio Visconti Venosta, Giovanni Baracco. Giuseppe Colombo, Pietro Cannine, Giulio Prinetti, Bruno Chimirri (... dei bei tempi, i primi), Raffaele De Cesare, ed altri insigni, che non si vergognano del nome di conservatori; e da ministri e da senatori e deputati hanno sempre proseguito una feconda opera conservatrice, ma non potremmo mai considerare come nostro capo, parlamentare o politico, uno, la cui azione di governo è cosi paurosa e incerta, e si presta a tante censure.
L' alfiere del liberalismo (come qualche mese prima era ancora definito il marchese Rudinì sulle colonne della rivista) ha così perduto progressivamente, dal marzo-aprile 1897 (con la formazione della Destra dissidente) i consensi di cui godeva nell'ambiente dell'Idea. I suoi giri di valzer con la sinistra lo hanno allontanato dai moderati lombardi,64) che gli rimproveravano di aver mancato l'occasione storica di riunificare e rilanciare il partito liberale conservatore sull'onda della vasta opposizione anticrispina creatasi nel paese.65 La rottura è sancita dalle dimissioni dal governo, nel dicembre dello stesso anno, dell'on. Prinetti il quale dopo aver contribuito a portare al governo Rudinì, ora polemicamente prende le distanze dallo statista siciliano.66*
63) Ibidem. Cfr. anche R. RICCI, ce II partito nazionale italiano. Mezzi e stampa , in L'I.L., 29 agosto 1897, in cui il giornalista parla del progetto di unire le varie Associazioni Costituzionali e Unioni Liberali Monarchiche di Roma, Napoli, Milano, Bergamo, Reggio Emilia, Bologna, etc. e dei mezzi necessari per diffondere il programma, cioè soci e fondi. L'Idea Liberale sarebbe dovuta diventare Porgano di raccolta di adesioni e offerte.
64) La Ginzburg afferma che il maturarsi dell'opposizione dei liberali lombardi a Rudinì è ben documentata dal progressivo mutar di atteggiamento nei confronti del governo dalla milanese Idea Liberale , ma fa risalire tale crisi esclusivamente alla politica del Rudinì nei confronti dei cattolici e in particolare al periodo delle circolari anticlericali dell'ottobre 1897 (v. A. GINZBURG Rossi DORIA, A proposito del secondo ministero Di Rudinì cit., pp. 407-409).
L'opposizione dei moderati lombardi ha invece origini più lontane e inizialmente si deve far risalire agli stessi risultati delle elezioni del marzo 1897 e alla tattica di avvicinamento a Zanardelli.
65> Cfr. A. CASTIGLIONE, L'attitudini dell'on. Giolitti , in L'I.L., 21 novembre 1897. Il curatore della Rassegna politica, esaminando la posizione dei principali leaders nel parlamento, pronuncia un giudizio negativo sull'operato di Rudinì: L'on. Rudinì, il quale ha tenuto e teneva poco tempo fa una meravigliosa posizione morale e politica e che non aveva se non da compire quanto aveva sostenuto come capo dell'opposizione di S. M. per fare il maggiore bene al paese nelle condizioni attuali, e per raggruppare intorno a sé il partito liberale conservatore, ha voluto sciupare il programma e se stesso, per correre dietro alla fisima di un trasformismo sterile e senza obbiettivo e che non ha nemmeno la ragionevole parvenza di un necessario espediente .
**) Le dimissioni di Prinetti Bono commentate sull'Idea da G. BORELLI-L. GAVAZZI, A Giulio Prinetti , in L'I.L., 19 dicembre 1897. Sonnino, preso atto dei dissensi maturati tra Rudinì e la destra lombarda, tenta l'avvicinamento a Colombo e Prinetti convinto che, risolto il problema dell'Africa con la nomina di Ferdinando Martini a Commissario civile della Colonia Eritrea, esistano ormai i presupposti per un'azione in co-