Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1896-1900; <
> 1896-1900
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1978
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Videa Liberale dal 1896 al 1900
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Interessante mi sembra ancora l'articolo di Raffaele Ricci per le indicazioni che dà circa i rapporti del nuovo partito conservatore con i clericali >; egli dichiara di non volere immediatamente una politica liberale subordinata ad un fine precostituito, quale poteva essere un eventuale accordo clerico-mode-rato, 7) ma tuttavia suggerisce di considerare la questione ecclesiastica come la maggiore in ordine di importanza tra quelle da affrontare dal costituendo partito. In sostanza, cadute le pregiudiziali dei liberali scientifici (per intenderci, di un Sormani o di un Martinelli), Ricci suggerisce, in nome di un autentico programma liberale, di rispettare e incoraggiare le iniziative dei clericali ai quali in fin dei conti, si può anche pensare, in determinate occasioni, come ad eventuali alleati.68*
Ancora una volta, nella storia della rivista, collaboratori e redattori appaiono divisi di fronte a tale problema; alle avances di Ricci nei confronti dei cattolici, seguono le dichiarazioni più caute e prudenti di un altro collaboratore Leone Massara il quale, dichiaratosi soddisfatto dell'atteggiamento del governo Ru-dinì nei confronti della politica ecclesiastica, suggerisce per l'avvenire l'assoluto rispetto verso la religione professata dalla maggioranza degli Italiani, verso i suoi Ministri e i suoi Riti , ma nello stesso tempo ritiene doveroso da parte dei governanti di vigilare a che questa religione non scenda nel campo politico a tentare sovvertimenti ai danni dell'intangibile unità italiana o delle istituzioni >. *
L'articolo di Massara è del 19 settembre; il giorno prima Rudinì aveva inviato ai prefetti la prima delle cinque circolari anticlericali ed è significativo
mone. Cfr. S. SONNINO, Diano (1866-1912), voi. I, Bari, 1972. Il 28 novembre 1897 eoa annota Sonnino: Colloquio con Giuseppe Colombo a casa mia dopo scambio di bi-gliettini. Gli mostro l'intenzione mia di andare possibilmente di intesa con lui, anche in previsione della possibile uscita di Prinetti dal Ministero. Vorrei che apparisse che Sonnino e Colombo, d'accordo tra loro, accettano la cooperazione di Prinetti. Vorrei costituire un nucleo omogeneo temperato liberale, senza fini personali... Molto quindi dipendere dal contegno di lui Colombo. Intesi io e lui si cercherebbe di allargarsi da tutte le parti. Ora l'Africa essere messa a tacere con la nomina di Martini e data la situazione internazionale. Nella finanza e nell'amministrazione credo che possiamo procedere di perfetto accordo. Colombo convenne in queste idee (p. 358). E ancora il 9 dicembre 1897 così leggiamo sul proseguimento delle trattative con Colombo: ore 15 ... Viene da me Colombo. Gli dico che è venuta l'ora di decidersi per lui sul contegno da tenere... A ogni modo Colombo doveva decidere se voleva con me, e pur mantenendo le sue speciali caratteristiche, formare un nucleo intorno al quale si potessero rannodare altri. Io questo desideravo. Colombo teme le improntitudini di Prinetti. Rispondo che si può tenerlo a posto, facendogli capire che è di suo interesse. Che se Colombo non alza bandiera molti buoni elementi di centro destro finirebbero con lo staccarsi da lui e aggregarsi a Prinetti (p. 364).
6?) Cfr. R. RICCI, II partito nazionale italiano cit.
**) Ibidem, Certo afferma Ricci la questione ecclesiastica sarà la maggiore del nostro partito, e noi la tratteremo per sé e nell'interesse del paese e dei sentimenti religiosi, non al fine di renderci meno ostili i clericali... Così noi ridaremo la personalità giuridica alle corporazioni religiose, miglioreremo la condizione dei parroci e del basso clero; rispetteremo le opere pie; ordineremo la proprietà ecclesiastica senza punto preoccuparci, se il clero alto o basso ci sarà, dopo ciò più o meno amico; ma perché convinti che tutto ciò risponde in Italia a un'altra necessità politica e sociale. Quando un partito liberale si sia messo coraggiosamente per questa via, ai clericali non resta più posto: dovranno, o unirsi a noi, o suicidarsi .
) G. L. MASSARA, a XX Settembre , in L7.L., 19 settembre 1897.