Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1896-1900; <
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1978
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Mariella Rizzo
unica del popolo italiano che non poteva e non sapeva essere all'altezza dei doveri che le libertà statutarie imponevano.7?)
La dura requisitoria di Castiglione rivela tutta l'amarezza e lo sbigottimento di quei moderati che vedono attentare all'ordine costituito anche in una città come Milano che per la sua tradizione storica e il contesto sociale, sembrava ben lontana dal poter provocare quelle sommosse e rivoluzioni spontanee alle quali il Sud, per il diverso sviluppo economico e civile, era invece da tempo abituato.
L'unica istituzione che aveva retto a Milano era stato l'esercito, ma avverte Castiglione l'esercito non può servire che in momenti eccezionali; non può compiere che dei doveri penosi i quali non sono i doveri suoi normali e che lo rovinerebbero se fosse chiamato a sopportarli continuamente .7Si
A pochi giorni dagli avvenimenti dell'8 e del 9 maggio a Milano, i collaboratori dell'Idea, fortemente impressionati dallo scontro armato avvenuto nella loro città, non si fermano a considerare gli aspetti della crisi economica e hi particolare dell'aumento del prezzo delle farine che si era già manifestato nel corso del 1897; in precedenza, avevano invece affrontato il problema e avevano sostenuto che fosse ingiusta e insopportabile la tassa doganale sul grano. Non solo perché tale prodotto era l'elemento base della nutrizione della popolazione, ma anche perché il prezzo del pane, in alcuni casi, serviva per calcolare la giornata dei lavoratori. L'agitazione per il rincaro delle farine ha ora prodotto, secondo i liberisti dell'/dea, l'effetto positivo di un più diffuso atteggiamento antiprotezionista nell'opinione pubblica, anche se limitato alla sola produzione granaria. La battaglia liberista deve invece investire anche i privilegi > dell'industria, spingendo il governo a rivedere e correggere la politica economica intrapresa dagli anni '70 in poi.79) E proprio perché i collaboratori dell'idea, in linea con la tradizione della rivista, si battono per un cambiamento radicale dell'indirizzo economico, essi non approvano il modo con cui era stato emanato il provvedimento del 23 gennaio 1898 per la riduzione del dazio sul grano, poiché tale intervento non faceva parte di un piano che tendesse al graduale abbandono del protezionismo, ma era solo una concessione del governo alle
T?) A. CASTIGLIONE, Politica Riflessioni dolorose , in L'I.L., 15 maggio 1898. Sempre sai fatti di Milano v. G. BOBELLI, L'espiazione , in L'I.L., 15 maggio 1898.
G. DE ROSA. {La crisi dello Stato liberale in Italia, II ed., Roma, 1964, p. 116) cita l'articolo di Castiglione per sostenere genericamente che L'Idea Liberale nel '98-'99 si chiuse in un atteggiamento di difesa della politica reazionaria; mi pare, invece, che da una lettura più attenta del giornale si debba trarre un giudizio molto più articolato sulle scelte compiute dai collaboratori del periodico nella crisi di fine secolo. Non dimentichiamo che proprio dalle colonne dell'idea fu combattuta da Barelli una battaglia contro i gruppi conservatori più retrivi, accusati di non intuire una realtà in movimento. A. CANEVARO {op. cit., p. 235) giunge alla stessa conclusione di De Rosa mettendo sullo stesso piano (in fatto di interventi per una politica reazionaria dopo il '98) i liberisti dell'idea con i moderati del giornale La Perseveranza; Tunica distinzione, sempre secondo Canevaro, consisteva nella posizione antiprotezionista dei collaboratori dell'idea Liberale.
78) A. CASTIGLIONE, a Politica - Riflessioni dolorose cit* Di diverso parere sono i collaboratori della Rassegna Nazionale i quali affidano all'esercito, in momenti particolari e delicati di politica interna, <c la funzione di un giusto correttivo sulle agitazioni degli incendiari , in 0. CONFESSORE, op. cit., p. 224.
?*) A. CASTIGLIONE, C Politica - Il rincaro del pane , in L'I.L., 29 agosto 1897.