Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <325>
immagine non disponibile

Videa Liberale dal 1896 al 1900 325
pressioni della piazza >, A venti giorni dai gravi avvenimenti di Milano, i moderati che si riconoscono nel settimanale milanese, temono ancora che sia sempre la paura di eventuali disordini a dettare al governo una politica cieca­mente reazionaria, anziché determinare e valutare le cause di quanto accaduto, per poi approntarne i rimedi.
I tribunali militari, lo stato d'assedio devono avere un carattere eccezio­nale e transitorio ;
invece afferma il direttore dell'idea ci sta sul capo la minaccia di tutto un nuovo orientamento della politica italiana; un rivolgimento non riformatore ma compressore e terrorizzatore. Leggo, di questi giorni, in giornali moderati, infinite variazioni sul tema così formulato: e il paese domanda dei caporali austriaci . Orbene, qui v'è o un feno­meno di rammollimento, o un deviamento della paura. H paese? Ma qual paese! Se per paese dobbiamo intendere tornando indietro un secolo una sola classe, piccina di nu­mero e nana d'animo; fessa d'intelletto e pusilla di coscienza, allora forse sì; ma se il paese deve considerarsi l'organismo di tutte le forze vive,... allora la frase comoda in cui s'incantucciano ancora allibiti i nostri conservatori di se stessi, rivela tutta la sua obli­qua falsità.81)
La necessità più urgente appare quella piuttosto di un governo che lavori alle riforme necessarie al paese, compresa quella elettorale in maniera da disci­plinare, correggere quella concessione acquisita ineluttabilmente al diritto co­stituzionale e renderla così stromento di pubblica educazione e non di corru­zione generale .82) Ma più che al beneficio di un correttivo elettorale, come afferma di credere Castiglione,83) il direttore del giornale milanese pensa che
*) A. CASTIGLIONE, Politica - Il ribasso del dazio d'entrata sui grani , in L'/JL, 31 gennaio 1898. Anche gli industriali del nord si opponevano ormai all'imposta doganale sul grano, poiché il dazio incideva sul costo del pane e provocava agitazioni nella classe operaia, e L'industria sostiene D'Angiolini rischiava di pagare all'agricoltura il co­sto della protezione doganale, attraverso l'aumento dei prezzi e quindi dei salari , in P. D'ÀNGIOLINI, La svolta industriale italiana negli ultimi anni del secolo cit., p. 94.
81) G. BOBELLI, et La reazione , in L'LL., 31 maggio 1898. Sullo stesso argomento v. G. BOBELLI, H pericolo in L'IX., 15 giugno 1898 dove così leggiamo: oc Se la logica conserva immutati i suoi diritti, se ne deve ricavare che soltanto nella libertà resta una valvola di sicurezza, una base di armonie sociali, un terreno di evoluzione veramente pa­cifica e conciliatrice ... La museruola è il grande, indefinibile, pauroso pericolo che i timidi o gli illusi ci vanno preparando; pericolo assai peggiore di tutti gli altri perché ci ricaccerà indietro nei metodi e nei mezzi della lotta politica più che di mezzo secolo . Giovanni Borei li già durante i Fasci siciliani che aveva seguito come corrispondente del Popolo romano, aveva respinto i provvedimenti repressivi contro un'agitazione che egli considerava dovuta non alla propaganda socialista, ma ad una situazione economica che inchiodava la popolazione siciliana ad una condizione di profonda arretratezza (cfr. G. BO­BELLI, Linee cronologiche e programmatiche del P.G.LJ. cit., p. 5 e la voce di A. RIOSA su Borelli per il Dizionario biografico degli Italiani cit.).
Sull'atteggiamento dell'/dea contro i tribunali militari nel '98 v. G. BORELLI, Linee cronologiche e programmatiche cit., p. 5.
Compatti e favorevoli a provvedimenti repressivi appaiono, invece, i conservatori toscani i quali caricano i tumulti (avvenuti a loro parere per la propaganda sov­versiva), di un significato anti-risorgimentale. Cfr. C. PINZANI, La crisi politica di fine secolo in Toscana, Firenze, 1963, pp. 170-171.
82) G. BORELLI, Il pericolo cit.
83) A. CASTIGLIONE, Politica, L'apertura della Camera , in L'LL., 15 giugno 1898.