Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <327>
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Videa Liberale dal 1896 al 1900 B27
giore spazio polìtico conquistato dai socialisti e dai clericali,9l) spingono i re­dattori dell'Idea ad appoggiare ogni tentativo per accelerare la fondazione e la organizzazione di un nuovo partito liberale. Già il 15 giugno il giornale coma-mca che i giovani che l'anno precedente avevano fondato a Torino la Lega per la giustizia sociale, ora avvertono che sarebbe grave colpa lasciar tor­nare nell'apatia e nell'amorfismo... tutti quelli i cui recenti disordini diedero vivace coscienza del nostro profondo malessere e fecero... concordemente intui­re di questo malessere le cause e la via di salvazione .92) In tempi molto brevi viene preparato uno schema (integralmente pubblicato dall'Idea) dei punti pro­grammatici del nuovo partito;93) dalla lettura dello statuto, emergono elementi nuovi e interessanti rispetto a quanto era stato detto nel '97 sulla rivista a pro­posito del rilancio del partito moderato; intanto al primo punto, si parla della necessità della soluzione della questione religiosa e si indica, con maggiore in­cisività che nel passato l'urgenza di affrontare un programma anche se gra­duale di legislazione sociale. Le novità devono, a mio parere, strettamente collegarsi con quanto accaduto nella prima metà del '98; le agitazioni scoppiate in varie parti d'Italia hanno fortemente impressionato i moderati i quali, temen­done le conseguenze politiche, pensano da una parte ad un avvicinamento ai cattolici per la salvaguardia dell'ordine costituito,94) e dall'altra ad una soluzione non più paternalistica della questione sociale.
) Ercole Vidari nell'aprile del '98 aveva affermato che, di fronte all'inevitabile e progressivo successo dei movimenti socialista e clericale, doveva necessariamente cadere ogni distinzione tra Destra e Sinistra che avrebbero dovuto fondersi per dare vita al Par­tito Costituzionale (Cfr. E. VIDARI, <C Conservatore-moderato-patriottico , in L'I.L., 15 aprile 1898). Sullo stesso problema Vidari ritornerà in un articolo del luglio dello stesso anno per affermare che il successo dei partiti socialista e cattolico poteva facilmente spie­garsi con la ricchezza dei contenuti dei rispettivi programmi politico-sociali (cfr. E. VmARX, Le illusioni dei conservatori , in L'I.L., 31 luglio 1898).
33 VBP., La necessità di un partito politico nuovo - Note di cronaca torinese , in L'I.L., 15 giugno 1898.
93) Ibidem. L'elenco che segue è articolato in cinque punti intorno ai quali orga­nizzare il nuovo partito conservatore: 1) Rendiamo ogni giorno più diffuso ed impo­nente il voto... per cui, senza rinnovare concezioni medioevali si tolga il profondo attuale dissidio tra CfcìHi e Stato, che è un triste privilegio dell'Italia. 2) Sia ogni cittadino con­scio del suo dovere di contribuire in modo franco e leale, secondo le condizioni sue, al progressivo miglioramento sociale, in corrispondenza dei benefizi che dalla società riceve e senza pretendere tutto dal governo. 3) Tener vivo sempre l'amore della Patria e della sua Unità: rispettare materialmente e rafforzare moralmente le legittime autorità (Re-Parla­mento-Potere esecutivo) che sono, con la legge, il più alto patrimonio comune. 4) Usare nobilmente e fieramente del voto politico e amministrativo. 5) Propugnare graduali riforme legislative a favore delle classi operaie, mantenendo nei rapporti privati e sociali la giu­stizia, l'equità e la carità .
M) X moderati premono nei confronti dei cattolici per una diretta collaborazione allo Stato liberale in maniera da non agevolare, con il perdurare del loro astensionismo, l'ascesa dei socialisti; a tale invito sono più che sensibili i gruppi conciliatoria ti, e in par­ticolare quello della Rassegna Nazionale, che sostiene con maggiore vigore, dopo i fatti del '98, la necessità di un nuovo partito conservatore che dimostri sollecitudine nella ce tutela della dignità individuale, della famiglia, della proprietà, dello Stato (cfr. 0. CONFESSORE, op. cft., p. 159). Per ravvicinamento nel '98 tra moderati e cattolici e per l'influenza esercitata dalla paura del socialismo su tale convergenza, specialmente negli ambienti cle­ricali toscani, v. C. PiNZANt, op. cifc, p. 198.