Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <330>
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Mariella Rizzo
assunto un carattere squisitamente politico perdendo quelle prerogative di ca­rattere culturale che pure la rivista aveva nelle intenzioni dei fondatori (basti pensare in tal senso all'opera di Sorniani e di Neera). Attraverso VaUeanza con Il Marzocco si vuole perciò recuperare, in concomitanza con una più intensa attività politica e sociale, un discorso intellettuale che miri all'elevazione e alla formazione di coscienze individuali contro il dilagare delle teorie collettiviste. E pur vero che i collaboratori dell'/dea non hanno sempre condiviso i caratteri dell'individualismo di D'Annunzio o di Morasso,104) ma è evidente che in un momento in cui il foglio milanese si appresta esclusivamente a diventare l'or­gano di stampa di un nuovo movimento liberale-conservatore, l'unica strada è quella di avvicinarsi, per una propaganda intellettuale, a un giornale che abbia sempre dichiarato negli stessi contenuti programmatici, la propria opposizione all'ideologia e alla cultura dei partiti dell'Estrema,,05) e contemporaneamente si sia adoperato per il rinnovamento della classe politica italiana.106
Dal 22 al 24 aprile si svolge a Milano il congresso dei delegati delle Asso­ciazioni liberali monarchiche conservatrici , durante il quale viene decisa la costituzione di una Federazizone nazionale dei Circoli moderati che hanno ade­rito all'iniziativa; L'Idea Liberale assume l'impegno di pubblicare gli atti uffi­ciali del nuovo organismo.107) Borelli a congresso avvenuto, commenta larga-
urge la restaurazione del buon gusto, della vigoria, della sincerità e delle nobili forme nel campo delle patrie lettere ed arti, un'accolta di anime libere e sdegnose intese a rinverdire... la secolare tradizione estetica della nostra gente .
KM) Cfr. G. DE ROSA, op. cit., p. 114. G. Borelli si era scagliato con parole violente contro il D'Annunzio e la sua candidatura alle elezioni politiche del '97, pur riconoscen­dogli in fondo il contributo singolarissimo dato alla letteratura italiana. A proposito del suo programma politico, notando come egli fosse un acceso individualista seguace di una concezione imperiale e oligarchica , così aveva affermato: ce Guai a noi... se Gabriele D'Annunzio improntasse delle sue idee e della sua maniera l'ufficio educativo dello Stato (G. BORELLI, A Gabriele D'Annunzio legislatore , in L'I.L., 31 ottobre 1897). Più dure saranno le invettive e gli appellativi lanciati da Borelli nel 1900, allorché in Monte­citorio con l'aria di fare un gran gesto, il poeta passava dall'estrema destra all'estrema sinistra (G. BORELLI, Da Pantaleoni a D'Annunzio , in L'I.L., 20 aprile 1900, dove così definisce il D'Annunzio: or Superuomo nietzschiano; bestemmiatore e fedifrago, icono­clasta e predone, sanguinario ed ebbro di macabra egomania ).
105) Polemiche di carattere politico tra i due giornali erano scoppiate solo in politica estera, di fronte all'esperienza coloniale di Crispi; Luciano Zuccoli, collaboratore del Mar­zocco, aveva inveito contro Enrico Thovez che aveva scritto un articolo apparso sull'Idea laterale dell'8 marzo 1896, intitolato Enotrio Africano , nel quale, pigliando spunto da un discorso pronunciato a Bologna per commemorare i caduti di Adua, si era scagliato contro l'impresa africana. Le invettive di Zuccoli erano state piuttosto violente; egli aveva accusato E. Tbovez di appartenere alla schiera dei piccoli uomini incapaci di capire le imprese dei forti, pronti a saltare fuori per il gusto di inveire (v. L. ZUCCOLI, L'antropo­fago in // Marzocco. 15 gennaio 1896).
106) V. A. Ason ROSA, La cultura, in AA.W., Storia d'Italia dall'Unità a oggi, voi. IV, tomo II, Torino, 1975 e in particolare il cap. Le prime manifestazioni di una società di massa . Interessante e giustificata mi sembra l'osservazione espressa sul socia­lismo come catalizzatore della vita politica e culturale italiana alla fine dell'ottocento; la nascita del partito operaio avrebbe cioè spinto le correnti e i partiti legati all'ideologia borghese e rivedere in termini nuovi, anche dal punto di vista culturale, le loro posizioni e orientamenti (p. 1005).
107) Cfr. il comunicato pubblicato suWIdea il 30 aprile. Nello stesso numero viene annunciata la decisione di un secondo congresso generale delle Associazioni moderate da