Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <332>
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Mariella Rizzo
e Sinistra, ma anche tra gli stessi moderati le differenze di comportamento ac­quistano un certo rilievo. Non è assolutamente scontato l'appoggio di tutte le forze conservatrici alla politica non solo estera, ma anche interna del ministero Pelloux; 113> di fronte ai progetti di legge antisowersivi presentati alla Ca­mera il 4 febbraio 1899,114> il commento dell'/dea non è entusiasta. Viene ripe­tuto il concetto della assoluta mancanza di educazione (da parte di un popolo ancora di fanciulli ) alle libertà statutarie ottenute solo in un momento di entusiasmo e di fortuna , grazie all'operato di persone superiori per carattere, per fede e per coltura , ma è anche rinnovata la mancanza di fiducia in provve­dimenti restrittivi. Castiglione ripete che non sono le istituzioni che fanno la libertà , ma che
bisogna essere invece dei liberi per avere il parlamento, le associazioni, la stampa come lo Statuto ha istituite. Sicché non valgono queste inutili ed inconcludenti restrizioni pro­poste; ci fanno parere dei reazionari e non impediranno mai nessuna violenza rivoluzio­naria, quando violenza si volesse fare; ed anzi si darà pretesto al solito schiamazzar della piazza ignorante ed eccitata, che noi poi piglieremo, ispirati da paura e da tornaconto come voce del popolo illuminante... Sicché nessuna restrizione alle libertà attuali... Dob­biamo essere soprattutto difensori della libertà contro la violenza che è fatta di camorra, di popolarità bassa, di interessi loschi.115*
Si può riconoscere che la poca simpatia manifestata dai liberali dell'Idea per i provvedimenti politici è più dettata dal timore di effetti diversi da quelli sperati, che da una ferma volontà di difendere ad ogni costo alcune libertà fon­damentali, ma nello stesso tempo si deve constatare il fermo rifiuto ad inoltrarsi per un cammino che porti ad una politica puramente reazionaria di carattere antipopolare. I moderati che ruotano intorno alla rivista, ma possiamo dire anche i liberali lombardi in genere, mirano (come abbiamo già visto) piuttosto ad un rinnovato impegno della Destra, che vogliono vedere mobilitata per un piano di riforme soprattutto di carattere economico e finanziario.
Di fronte all'ostruzionismo dell'Estrema sui progetti liberticidi, la rivista si chiede perché mai il secondo ministero Pelloux, che pure era formato nel suo complesso da uomini migliori e capaci rispetto al precedente,ll6) avesse persistito nel presentare progetti di legge che prevedevano garanzie di politica interna , di cui il paese avrebbe avuto bisogno subito dopo i fatti di maggio e non ad un anno di distanza. Responsabilità più grave quella del ministero per non aver saputo evitare l'ostruzionismo, dal quale i rappresentanti dell'Estrema rischiavano di uscire come strenui difensori delle libertà statutarie.U7)
IP) Gli indirizzi in politica interna ed estera del secondo ministero Pelloux avreb­bero fatto riaffacciare quelle differenze tra i moderati lombardi e toscani, che i <K tumulti avevano saldato (U. LEVRA, op. cit., pp. 325-326). Sul carattere del conservatorismo to­scano legato agli ambienti agrari e largamente compromesso col crispismo (e perciò pro­fondamente diverso da quello lombardo) v. C. PINZAMI, op. cit.
IH) Sull'iter legislativo dei provvedimenti politici cfr. U. LEVRA, op. cit., p. 299 sgg.
1,s) A. CASTIGLIONE, Politica. La farina del sacco , in L7X., 28 febbraio 1899.
116) Del secondo ministero Pelloux (presentato alle Camere il 25 maggio 1899) face­vano parte due rappresentanti della destra lombarda, Pietro Carmine ed Emilio Visconti Ve­nosta, rispettivamente alle Finanze e agli Esteri.
117) A. CASTIGLIONE, Politica , in L7.Lt, 30 giugno 1899.