Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <334>
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Mariella Rizzo
disagio e le prosperità, tra la rovina dello Stato e la sua gloria . I23> La vera grandezza e la vera prosperità l'Italia la può raggiungere solo attraverso serie riforme che tendano ad assicurare il superamento delle difficoltà nella politica interna italiana; nell'attuare un simile programma così largo nelle sue linee, ma anche così ricco nei suoi particolari, vale anche la pena di ridurre le spese militari, rinunciando alle mire espansioniste ed anche alle ambizioni irre­denti ste .
L'antimilitarismo, l'avversione alle avventure coloniali ritorna come richia­mo costante nell'atteggiamento della destra lombarda preoccupata di promuovere un programma di riforme di carattere amministrativo e finanziario nel tentativo anche, di contenere su un piano costruttivo, l'ascesa dei partiti dell'opposizione.
Le elezioni del 12 giugno per il rinnovo dei consigli comunali in alcune città, vedono a Milano (dove dovevano essere eletti metà dei consiglieri comu­nali e provinciali) una notevole avanzata dei partiti dell'Estrema che raggiun­gono i 19.000 voti contro i 15.000 della compagine clerico-moderata. I risultati della consultazione erano in parte previsti e temuti dall'ala conservatrice che alla vigilia aveva messo in rilievo il carattere politico assunto dalle elezioni in stretto rapporto con le sommosse dell'anno precedente che avevano provocato nel corpo elettorale la formazione di due distinti schieramenti: da una parte i fan-tori del movimento sovvertitore con l'aureola di difensori della democrazia, dall'altra gli ispiratori della repressione.124)
Ai moderati non rimane che gettarsi nella lotta (anche se questa appare disperata), in una lotta da combattere tutta a Milano, perché nella capitale mo­rale 6Ì sono manifestate e continuano a manifestarsi negli stessi risultati eletto­rali, tendenze che possono essere segni premonitori di una situazione generale in movimento; il caso di Milano può diventare realtà nazionale. Milano è, secondo Borelli, rivoluzionaria, antiunitaria e antimonarchica perché è contro l'accentramento politico e amministrativo che la comprime, la umilia e la offende; perché stona, insanabilmente ripugna alle leggi della sua vita locale e del suo sviluppo progressivo . È questa la chiave valida per capire e spiegare
il clima rivoluzionario che contro l'accentramento monarchico, in quarant'anni di espe­rimento dualistico, dentro Milano s'è addensato ed oggi comincia ad imperversare. Il mal­governo, la pessima legislazione, l'impotenza parlamentare, la nessuna resistenza ideale nella compagine dello Stato, la dissoluzione per corruzione, la mediocrità semianalfabeta trionfante in tutte le espressioni della vita ufficiale, sono lo stimolo quotidiano a precipi­tare e a convertire in folli anticipazioni, avvenimenti che soltanto un lento ritmo evo­lutivo potrebbe rendere storicamente necessari e benefici. Fuori dubbio; qui in Milano la nuova Italia espierà tutte le sue incoscienti improntitudini e tutte le sue ostinate imprevi­denze ... Milano, oggi, se non numericamente in senso di folla, certamente in virtualità ope­ratrice e nella sua parte più audace e soverchiante, si schiera contro lo Stato cosi com'è, come funziona, come si definisce.
Con questa situazione non è difficile spiegarsi l'esito delle elezioni ammini­strative del 12 giugno e quindi l'avvicendamento a palazzo Marino delle forze
1Z3> Ibidem.
J24* A. CASTIGLIONE, a Le elezioni amministrative a Milano , in L7.L., 31 maggio 1899.
J G, BORELLI, La logica delle cose, I , in L7X., 15 giugno 1899. 1M> Ibidem.