Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <335>
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L'Idea Liberale dal 1896 al 1900
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dell'Estrema subentrate a quelle monarchico-temperate.127) I conservatori ave­vano retto per quarantanni l'am minia trazione della città ma, nonostante i me-riti, non avevano potuto sottrarsi al logorio del potere, specialmente se si pensa che non erano riusciti a rinnovarsi e a lasciare il posto alle nuove leve nel par­tito. Era contemporaneamente cambiato il contesto socio-economico della città, e la nuova classe emergente, cioè quella operaia non poteva continuare a per­mettere, una specie di accaparramento perpetuo del Governo comunale nella classe più lontana da lei . Il colpo di grazia agli amministratori liberali era poi venuto dalla bufera del maggio e dalla fatale repressione che aprì la strada al cambio di guardia a palazzo Marino.US)
Da questa sconfitta secondo il direttore dell'Idea il partito conser­vatore milanese può ricavare più di un insegnamento e impegnarsi a svolgere il compito definito storico di una riscossa dei moderati. Compito difficile, cam­mino ricco di ostacoli per la destra lombarda ma non tanto per l'opposizione scontata dei partiti della Sinistra, quanto per le resistenze tra gli altri gruppi conservatori, specialmente dell'Italia centrale e del Veneto, che accusavano i liberali milanesi di collusione con i partiti radicali . L'accusa è respinta con sdegno da Sorelli, il quale se mai riconosce che il conservatorismo lombardo è più moderno rispetto a quello senile di altre regioni d'Italia (l'insinuazione è soprattutto rivolta ai consorti veneti e toscani) ed è più moderno perché le­gato ad una realtà in trasformazizone dal punto di vista economico e sociale. Anche dall'operato nelle amministrazioni locali e nel Parlamento i più dinamici appaiono i conservatori lombardi;130) al comune di Milano lasciavano un'eredità di governo onesto e alla Camera la testimonianza di un impegno per tutte le giustizie perequatici, per tutte le riforme restauratrici .B1' Sulla scia di questa tradizione, per l'avvenire, ai vecchi e ai nuovi militanti del partito conserva­tore, si deve continuare a chiedere una difesa unanime e intransigente della li­bertà poiché fuori della libertà, non vi è conservazione, ma reazione, il che, nel metodo e nella sostanza, vuol dire rivoluzione permanente e irreducibile .l3Xì La battaglia per la libertà deve concretamente attuarsi in una serie di riforme, delle quali la più importante e urgente appare la riforma dell'amministrazione dello Stato.133) In difesa di tali punti i rappresentanti del partito liberale conser­vatore sono chiamati a svolgere una vigile e attenta opera di propaganda fra le masse e insieme di opposizione recisa, intransigente, indomabile nel Parla­mento , senza cedere alla tentazione di partecipazione attiva al governo.
127) I moderati lombardi avevano ceduto secondo i colleghi toscani per il loro orientamento ani ieri spino. Cfr. C. PINZAMI, op. cit., p. 251.
128) G. BOHELLI, oc La logica delle cose, 1 cit.
J29) G. BORELLI, a La logica delle cose, II , in VI.L. 30 giugno 1899.
130) Ibidem. G. BoreHi elenca uno per uno gli uomini più rappresentativi e autore­voli del conservatorismo lombardo: Visconti Venosta, Gaetano Negri, Giuseppe Colombo, Tullio Massarani, Giulio Prinetti, Pietro Carmine, Giulio Rubini, Carlo D'Adda, Luca Beltrami, Luigi Sala.
u Ibidem.
132) Ibidem.
133) Sul contenuto delle riforme da inserire nel programma conservatore cfr. G. BORELLI, OC La logica delle cose, HE , in L7.L., 30 luglio 1899 e Io., <c La logica delle cose, IV, in L'I.L., 30 luglio 1899. Per un errore tipografico i numeri 13 e 14 dell'an­nata 1899 escono con la stessa data, quella del 30 luglio.
134) G. BORELLI, a La logica delle cose , in L'I.L., 15-30 ottobre 1899.