Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1896-1900; <> 1896-1900
anno <1978>   pagina <339>
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Videa Liberale dal 1896 al 1900 339
sonile alcuni ancora piagnucolano che ai possa riprendere solo restringendo libertà di stampa, d elettorato, di riunione, di tutte quelle civili conquiste, insomma, che sono la maggior gloria della rivoluzione nostra, che formano le fondamenta incrollabili delle Istituzioni. E riprenderà il suo posto di direzione il dì che sceso dai tripodi o dai tabernacoli delle veneratissime associazioni, si mischierà col popolo, soffrirà delle sofferenze sue, gioirà delle sue gioie, lo seguirà, lo aiuterà e sorreggerà nei trionfi, e nelle sconfitte. *W
L'appello ad un allargamento della base sociale del partito conservatore non è nuovo, se si pensa agli interventi di Edoardo Giretti, che, sempre sulT/dea, nel 1895 aveva proposto, in contrapposizione alla scelta clerico-moderata, un programma liberal-democratico per bloccare l'ascesa dei partiti sovversivi .149J
Massara rinnova l'esigenza del cambio di rotta, ritiene urgente allargare la propaganda al di là di quel nostro ceto al quale, secondo alcuni conservatori, doveva essere limitata l'opera di proselitismo. Il conservatorismo del redattore dell'/dea si tinge così di populismo; tale tendenza non deve meravigliare se si considera che anche Sonnino giungeva dal Torniamo allo Statuto al Quid Agendum? , articolo in cui proponeva una serie di riforme che investivano la giustizia, la scuola, la pubblica amministrazione, la questione sociale. Lo sposta­mento sul tema delle riforme da parte del leader toscano non avviene solo per preparare il terreno ad una sua andata al potere , 15) ma soprattutto sulla spinta delle pressioni sociopolitiche che erano maturate dal '98 in poi e che in­vestivano anche il partito conservatore.15
Le proposte di Sonnino (alcune di esse almeno) sono commentate favore­volmente da A. Castiglione; il collaboratore dell'Idea non è completamente d'accordo sul concetto di Stato un po' metafisico dell'uomo politico toscano, poiché teme che il potere così inteso possa soffocare l'iniziativa individuale; positivamente è invece accolta la riforma dell'amministrazione e il suggerimento di una partecipazione agli utili da parte dei lavoratori dell'industria.I52)
L'intesa tra i conservatori non è, però, né facile, né a portata di mano; la Destra, in bilico tra spinte reazionarie e aperture progressiste, stenta a trovare un programma unitario sul quale possano convergere le adesioni dei diversi gruppi liberali-monarchici; la crisi che travaglia il partito finisce anche col tra­volgere L'Idea Liberale, che smette le pubblicazioni nel dicembre del 1900. Ai lettori non viene comunicato il motivo della decisione, ma non è difficile in­tuire profonde divergenze tra gli stessi collaboratori (e quindi nel Circolo Po­polare dove erano i maggiori finanziatori della rivista); non dimentichiamo
I4*) L. G. MASSARA, Dopo cit.
9> Cfr. M. Rizzo, art. cit., p. 436.
Cfr. G. CANDELORO, op. ci*., p. 89.
,51> Sull'influenza esercitata sulle forze politiche dal potenziale democratico maturato tra il '98 e il '900, v. G. BARONE, La nascita del proletariato industriale in Italia* in Studi storici, luglio-settembre 1973, p. 709. Barone, recensendo l'opera di S. MERLI {Pro­letariato di fabbrica e capitalismo industriale. Il caso italiano. 1880-1900, Firenze, 1972-1973) critica l'autore per aver sottovalutato la dinamicità della situazione politica italiana nell'ultimo biennio del sec. XIX, ma tralascia di mettere in rilievo che, nonostante l'oc ipo­tesi conservatrice venga sconfitta con la svolta gioliltiuna, non si può non riconoscere che spinte al rinnovamento sono assimilate anche dagli ambienti più vivaci in campo li-beral-moderato.
ì52> A. CASTIGLIONE, Politica. Il programma dell'on. Sonnino , in L'I.L., 20
ottobre 1900.