Rassegna storica del Risorgimento

CORRADINI ENRICO; NAZIONALISMO ITALIA1896-1918
anno <1978>   pagina <343>
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Corradini e il nazionalismo proletario 343
abbandonandoli all'Austria fu una causa del Benso di inferiorità che pesava su di essi, come lo fu l'esodo in massa di quegli sfortunati in cerca di una miglior vita in terre remote, tagliati fuori per sempre dalla patria, facili vittime di sfrutta­menti economici e manipolazioni politiche. Avendo avuto modo di visitare ed esaminare da vicino la situazione degli immigranti nel Nord Africa e nel Sud America, Corradini scoperse che le colonie proletarie stabilite inizialmente dagli italiani in qualche luogo lontano avevano fatto dell'Italia la lavoratrice proletaria del mondo . 10>
H carattere marginale dell'economia italiana, dipendente dagli investimenti e dalle risorse tecnologiche estere, si presentava umiliante e rivelatore. La teo­ria del valore surplus di Carlo Marx veniva applicata all'Italia. Altri paesi si ar­ricchivano a spese dell'Italia facendo la parte del leone sui guadagni provenienti dal commercio di prodotti italiani. Sempre di più la Banca Commerciale Ita­liana era presa di mira dai nazionalisti come una forza di schiavitù tedesca che operasse lungo la penisola sotto gli auspici del governo italiano. W) La partecipa­zione straniera nella vita commerciale e industriale del paese insidiava il diritto dell'Italia ad essere una grande potenza e metteva in pericolo l'indipendenza e la sovranità dello Stato. La degradante maniera con cui gli italiani si misero al servizio del turismo dimostrava la posizione secondaria dell'Italia. Ogni anno il paese era invaso da milioni di stranieri ospitati con privilegi e permessi speciali, con sconti sui prezzi del viaggio, con guide e una quantità di domestici e came­riere a loro disposizione. L'importazione di libri, l'infiltrazione di esotiche usanze e manie, l'indiscriminata imitazione delle abitudini e costumi francesi, inglesi e tedeschi, insieme all'adozione di programmi scolastici di carattere libe­rale, tutto era sintomatico dell'assenza di orgoglio civile e raffinatezza culturale. Nella loro fretta di acclamare i successi ottenuti dai tedeschi nei campi della sa­pienza, quali la storia, la filosofia, le scienze e gli studi teologici, gli italiani sta­vano dimenticando quasi tragicamente l'insormontabile supremazia esercitata ai
IO) Ivi, p. 205. Caratteri corsivi nell'originale. Vedere anche CORRADINI, Lettere del-VAfrica romana, pubblicate per la prima volta in Marzocco nel 1908 e più tardi raccolti in Il volere d'Italia cit., pp. 109-147. Inoltre vedere Emigranti (a proposito di Guglielmo Mar­coni), in Marzocco, a. VII, n, 7 (22 febbraio 1902), p. 1. Alcune impressioni di Corradini circa il Sud America (in particolare l'Argentina e il Brasile) sono esposte in L'emigrazione italiana dell'America del sud, in II volere d'Italia cit., pp. 70-71, e nel Corriere della Sera e nel Giornale d'Italia, 1908-1909. Corradini aveva visitato il Sud America nel 1908.
ti) Corradini esclamava con derisione: Noi ci lasciamo intedescare in Italia, e fuori fjdltalia] non abbiamo forza d'italianizzare nulla , Sul Garda e al di là dell'oceano, in Marzocco, a. XIV, n. 28 (11 luglio 1908), p. 1. Fu ripubblicato in GIULIO DE FRENZI (Luigi Federami), Per l'italianità del Gardeae, Napoli, 1909, appendice, pp. 74-75.
// Carroccio, settimanale polilico-nazionalista di Roma, constatava che l'imperiali­smo della Banca Commerciale... è l'invasione del capitale estero, è la conquista tedesca in Italia, e la penetrazione finanziaria germanica ai nostri danni, lo sfruttamento delle energie nazionali a favore di altra... (Nazionalismo finanziario, 15 aprile 1910, articolo di fondo). Per la presenza economica tedesca in Italia, specialmente considerata dai nazionalisti du­rante la guerra mondiale, vedere FILIPPO CARLI, L'altra guerra, Milano, 1916, e l'opuscolo del nazionalista simpatizzante GIOVANNI PREZIOSI intitolato, La Germania alla conquista del­l'Italia, Firenze, 1915, con una introduzione del noto nazionalista Maffeo Pantaleoni, pro­fessore di economia all'Università di Roma.