Rassegna storica del Risorgimento
CORRADINI ENRICO; NAZIONALISMO ITALIA1896-1918
anno
<
1978
>
pagina
<
349
>
Corradini e il nazionalismo proletario
349
Maraviglia e Ercole Rivalta e del sindacalista Roberto Forges-Davanzati, insieme al Viana e ad alcuni liberali e democratici. Tuttavia, se Rivalta presto abbandonerà l'Associazione a causa della sua ideologia antidemocratica, come l'abbandoneranno i democratici Luigi Valli, Paolo Arcari, Vincenzo Picardi, Mario Pa-nizza, G. B. Klein, Domenico Palazzoli, Raffaele Levi, e i liberali Giulio Ber-gmann, Goffredo Bellonci, Alberto Caroncini, Arturo Orvieto, Arturo Colautti ed altri a dispetto del contegno antiliberale dell'Associazione, Maraviglia e Forges-Davanzati divennero preminenti personalità nazionaliste, e occuperanno importantissime posizioni anche nello Stato fascista quando l'Associazione Nazionalista Italiana si unirà al Partito Nazionale Fascista, T8 marzo 1923, cinque mesi dopo la marcia su Roma. Questi primi membri del movimento nazionalista, i futuri dissidenti compresi, costituivano un'imponente apporto, poiché essi vi giunsero quando il nazionalismo stava nascendo ed era ancora nella sua infanzia.26*
L'insistenza di Corradini circa le caratteristiche complementari del nazionalismo e del socialismo favorirono un dialogo tra nazionalisti, socialisti e sindacalisti di ogni genere. Ne derivò un entusiasmante cameratismo che occasionalmente cancellò anche le divisioni dottrinali che li separavano. In definitiva queste relazioni cordiali aggravarono le forze centrifughe in seno al movimento socialista e qnesto fu un fattore della paralisi morale e dello spirito scismatico che afflissero i socialisti specialmente durante la guerra di Libia, e la prima guerra mondiale. C'era sempre una tacita presenza nazionalista in quasi tutti i partiti politici a causa della temperie dei tempi. Questa latente presenza nazionalista era rafforzata dai filonazionalisti, che restavano in altre associazioni, per cui si poteva fare affidamento su un appoggio nazionalista nei momenti cruciali. L'Associazione non si riteneva un partito politico nel vero significato della parola, e per questo poteva condurre quella attività in un certo senso sovversiva nelle altre formazioni politiche.27)
Quei crìtici che si tormentavano a proposito della confusione provocata da ciò che essi intendevano essere l'unilaterale e irresponsabile mescolanza della teoria socialista con i maggiori capisaldi nazionalisti semplicemente non compresero la portata del pensiero di Corradini né la sua strategia.28) Paolo Orano, dopo
26) H calabrese Maurizio Maraviglia fu un pubblicista per vocazione tanto quanto lo era stato Roberto Forges-Davanzati, di origine napoletana. Ercole Rivalta era romano e fu il fondatóre e redattore della Rassegna Contemporanea di Roma. Per la difesa della democrazia, vedere l'opuscolo del dimissionario nazionalista-democratico LUIGI VALLI, Che cosa è e che cosa vuole il nazionalismo, Bologna, 1911. Per la difesa del liberalismo, vedere l'opuscolo del dissidente nazionalista-liberale ARTURO ORVIETO, La bancorotta del nazionalismo, Bologna, 1914. Sul connubio dell'Associazione Nazionalista Italiana e il Partito Nazionale Fascista, si consulti RONALD S. CUNSOLO, The Fusion between Italian Nationalism and Fascismt in Canadian Review of Studies in Nationalism (Prince Edward Island, Canada), voi. 3, n. 2 (primavera 1976), pp. 191-211.
27) Circa le infiltrazioni del nazionalismo in altre organizzazioni, si consulti LUIGI GO-NAPINI, Il nazionalismo cattolico, Bari, 1970, e MASSIMO ROCCA (libero Tancredi), Dièci anni di nazionalismo fra i sovversivi d'Italia, Milano, 1918, e Due partiti e una congrega, in La Stampa, 11 ottobre 1922, un'analisi quest'ultima dell'attività confusionaria e dissolvente compiuta dai nazionalisti all'interno delle associazioni liberali del paese.
2) Per le lamentele su Corradini, vedere G. A. BORGBSE, Un romanzo nazionalista a La patria lontana , in Mattino, 20 giugno 1910; GIUSEPPE PREZZOLICI, Ancora del nazionalismo, in Voce, 21 loglio 1910; UGO OJBTTI, Domande ai nazionalisti, in Corriere della Sera. 12 novembre 1910.