Rassegna storica del Risorgimento
CORRADINI ENRICO; NAZIONALISMO ITALIA1896-1918
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Ronald S. Causalo
aver invitato Corradini a esporre le proprie idee e dopo aver premesso che Corradini non l'aveva convinto, da schietto sindacalista ideologo e come editore de La Lupa, fu altrettanto sincero nel constatare che l'affinità riconosciuta da Corradini fra nazionalismo, socialismo e sindacalismo era veramente interessante e degna di elaborazione.29* Furono l'occupazione della Libia nel 1911, la guerra dei 1914-1918, le reazioni contro quello che si chiamò giolittìsmo, a rafforzare questi gesti conciliativi assieme alla abilità usata da Corradini nel convincere i nazionalisti e i socialisti ben disposti.
Per quanto riguarda la Libia, Be il ministro Giolitti seppe considerare seriamente le esigenze diplomatiche, economiche, e anche quelle elenco-elettorali del paese, nonché l'importantissimo problema della difesa nazionale, è anche vero che il compito di preparare l'opinione pubblica e di sospingere il governo fu assunto dai nazionalisti. Essi scesero in campo inviando a casa oggetti di propaganda pieni delle più entusiasmanti prospettive. Furono loro, i nazionalisti, a coniare e diffondere la frase che la Libia era la terra promessa assegnata dalla provvidenza all'Italia , -30) un paese già abbastanza provato. Mentre i critici insistevano sulle migliaia di metri quadrati di sabbia, i nazionalisti ne esaltavano le bellezze, le risorse e i vantaggi. Gualtiero Castellini, il primo segretario generale dell'Associazione Nazionalista Italiana, descrisse la Cirenaica come un piccolo Eden... Essa è destinata , egli predisse, a essere regina nel felice orto di Giove .31) La Tripolitania, situata a breve distanza dalla Sicilia, avendo lo stesso salubre clima e lo stesso fertile terreno dell'isola, può ospitare , assicurò Giuseppe Bevione, milioni di italiani che lavoreranno per sé, per la patria, e non per gli stranieri .32) Corradini osservava con acutezza che l'orgoglio e la dignità, la salvezza e il benessere de gli italiani dei cinque continenti 3? esigevano una solenne affermazione imperialista da parte della madrepatria.
Se D'Annunzio, con la sua abilità di inserirsi drammaticamente negli avvenimenti nazionali, afferrò l'occasione della guerra per dar sfogo alle sue Canzoni delle gesta cToltremare,3*) Giovanni Pascoli, d'altra parte, rimase il portavoce
29) Commento di Paolo Orano in appendice all'articolo di Corradini, Nazionalismo e sindacalismo, in La Lupa, 16 ottobre 1910.
30* BEVIONE, Sotto il sole e la tenda, in Stampa, 29 maggio 1911. Per un'opinione conlarria, un'opinione che cercava di screditare l'ottimismo dei nazionalisti per la questione libica, vedere la serie di saggi stampati sotto il titolo generale Perché non si deve andare a Tripoli, in Voce, 13 agosto 1911. Prezzolini era redattore del settimanale e Gaetano Salvemini tra i corrispondenti. Per uno sguardo complessivo si consulti CUNSOLO, Libya, Italian Nationalism, and the Revolt against Giolitti, in The Journal of Modem History, a. XXXVII, n. 2 (giugno 1965), pp. 185-207. Vedere anche SERGIO ROMANO, La quarta sponda: la guerra di Libia, 1911-1912, Milano, 1977, e CLAUDIO G. SEGHE, Fourth Shore, the Italian Coloniaa-tìon of Libya, Chicago, 1974.
3,) GUALTIERO CASTELLINI, Tunisi e Tripoli, Torino, 1911, pp. 166-167. Castellini visitò la Tunisia e la Tripolitania per la Lega Navale Italiana.
32) BEVIONE, La volontà d'agire, in Stampa, 11 giugno 1911. Bevione pubblicò i suoi articoli come corrispondente speciale della Stampa, in Come siamo andati a Tripoli, Torino, 1912.
33) E* CORRADINI, Tripoli e gli italiani dei cinque continenti, in Marzocco, a. XVI, n. 40 (1 ottobre 1911), p. 1. Vedere anche di CORRADINI, Proletariato, emigrazione, Tripoli, in L'ora di Trìpoli, Milano, 1911, pp. 6-32.
34) Cfr. ETTORE JANNI, Le canzoni delle gesta d'oltremare, in Corriere della Sera, 1 febbraio 1912. Ciò ci fa rammentare l'accusa di Corradini contro D'Annunzio: ce Troppe volte nel poeta abruzzese , diceva Corradini indignalo, a l'imitazione tien luogo della spon-