Rassegna storica del Risorgimento
CORRADINI ENRICO; NAZIONALISMO ITALIA1896-1918
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1978
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352
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Ronald S. Cunsolo
molti,... ha dato, ad un tratto, al nazionalismo una forza e un valore che esso non avrebbe, in diverse circostanze, potuto sperare da lunghi anni di polemica e di predicazione . **>
Sotto molti punti di vista la guerra di Libia fu una specie di prova generale per la guerra del 1914-1918. I nazionalisti mobilitarono l'Associazione e la propria stampa, scesero nelle strade e fecero pressioni di ogni genere sul ministero, sul governo e perfino sul Re Vittorio Emanuele III. La partecipazione alla guerra al fianco degli Alleati avrebbe eliminato così l'imperialismo economico tedesco sull'Italia. I nazionalisti esaltavano l'irredentismo militante. Non volevano un irredentismo di tipo retorico, ma quello fornito di armi . 41> Non erano i diritti individuali e di autodeterminazione che si dovevano realizzare attraverso la lotta, ma la necessità nazionale e imperiale .42) I nazionalisti si rifiutarono tassativamente di aderire a qualsiasi principio di nazionalismo di tipo mazziniano o sansimoniano; essi volevano seguire criteri più sicuri nelle prospettive e nella realtà riguardanti le razze, la cultura, la storia e l'utilizzazione dei territori conquistati. L'ipotesi di una pace con giustizia del presidente Woo-drow Wilson fu respinta senza appello come l'ultima trovata americana ,43) poiché avrebbe favorito solidi e forti Stati capitalisti, quali gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, e la Francia, a spese di nuovi e promettenti paesi, quali l'Italia, che doveva ancora conquistarsi un posto al sole. I nazionalisti rivendicavano Trento, Trieste, l'Istria, la Dalmazia, da aggiungere a un impero coloniale comprendente le isole del Dodecanneso, l'Eritrea, la Somalia Italiana, la Libia, altri territori in Africa, l'Anatolia presa alla Turchia e basi militari nel Medio Oriente, per vigilare la penetrazione dell'Italia in quella regione ed anche una nuova distribuzione delle risorse per garantire all'Italia un'equa parte delle materie prime. Soltanto attraverso tali acquisizioni l'Italia avrebbe potuto essere considerata pari coi pari nella comunità delle nazioni.44)
Attratti dai progetti grandiosi dei quali gli interventisti nazionalisti si pavoneggiavano, Benito Mussolini e un numero crescente di socialisti e di sindacalisti non resistettero alla tentazione di unirsi a coloro che propugnavano la
FILIPPO MEDA, Dal nazionalismo al pacifismo, in Rassegna Nazionale, a. CXLI. 16 giugno 1913, pp. 522-523. Circa i rapporti fra i movimenti nazionalisti, cattolici e liberali, vedere RAFFAELE MOLINELLI, Nazionalisti e cattolici liberali, in Rassegna storica del Risorgimento, a. L1I, n. 3, luglio-settembre 1965, pp. 355-378.
4) E. CORRADINI, Italy, Austria and Europe, in The Nineteenth Century and After (London), n. 81 (maggio 1917), p. 1195.
**) Manifesto, in Politica, a. I, n. 1 (15 dicembre 1918), p. 2. Questa importantissima rivista fu fondata da Coppola e Rocco. Coppola informava gli italiani usando termini darwiniani, La guerra che si combatte oggi in Europa e nel mondo , egli ammoniva, non è quella della democrazia pacifista contro l'imperialismo militare, [ma] è guerra di popoli e di razze per l'esistenza, per la ricchezza, per il dominio e per il predominio; è guerra di nazioni, anzi la guerra delle nazioni, la guerra nazionale per eccellenza: guerra nazionale ed imperiale (Per la democrazia o per VItalia, in Idea Nazionale, 3 ottobre 1914).
*3 COPPOLA, Vultima trovata americana, ivi, 24 gennaio 1917.
44) ASSOCIAZIONE NAZIONALISTA ITALIANA, / diritti dell'Italia alla conferenza della pace, Roma, 1918, pp. 31-32. Le ambizioni di Federami, il deputato nazionalista del I collegio elettorale di Roma, per l'Italia si leggono nel suo L'Italia di domani, Roma, 1917. Un altro nazionalista, Roberto Paribcni elencava le sue richieste in L'Italia e il mediterraneo orientale, Roma, 1916, mentre lo scrittore G. A. Russo delineava le sue idee circa le prospettive di pace per l'Italia in / diritti d'Italia oltremare, Roma, 1916.