Rassegna storica del Risorgimento
CORRADINI ENRICO; NAZIONALISMO ITALIA1896-1918
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1978
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355
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Corradini e il nazionalismo proletario 355
soddisfacente, che sappia ispirare la niente e lo spirito dell'uomo ad operare a favore della patria e dell'umanità. Sotto la pressione degli eventi anche l'Unione Sovietica non ebbe altra scelta che richiamarsi a quei valori insopprimibili. Assalita fin dall'inizio da forze straniere e in seguito invasa dai tedeschi, essa usò una quantità di espedienti fondamentalmente nazionalisti e, quindi, di carattere revisionista e forse anche controrivoluzionaria. Dalla Nuova Politica Economica > di Lenin e dal Socialismo in un Paese , come Stalin defini ufficialmente il suo programma, alla popolarizzazione della guerra contro il fascismo come una guerra santa >, la grande guerra della patria , *8 i dirigenti sovietici cercarono vigorosamente di strumentalizzare il senso patriottico del popolo russo. A tutt'oggi le vittorie ottenute da Tito, Mao, Ho Chi Minh e Fidel Castro, avvennero grazie alla abilità eccezionale di saper pubblicizzare le loro lotte come quelle di crociati nazionalisti per la liberazione dei rispettivi paesi dal giogo straniero. Sembra che le interpretazioni contrastanti del marxismo e i dissensi circa la tattica da adoperare nell'amaro e deteriorato rapporto fra l'Unione Sovietica e la Repubblica popolare cinese siano stati fattori trascurabili di fronte al puro nazionalismo e agli interessi politici dei governi.53)
Così, attraverso la teoria del nazionalismo proletario di Corradini, emerse il fatale fluire del socialismo con le proprie inconsistenze e la propria limitatezza. Dopo avere attratto l'attenzione su una lotta senza fine, si trovò isolato e si immobilizzò limitando la sua azione nella sfera delle contestazioni di classe locali e interne, In un periodo della storia in cui la concorrenza, il razzismo, la violenza, la guerra furono considerate attributi morali secondo l'inesorabile ordine universale della natura, era logico che il nazionalismo vincesse e diventasse apertamente sciovinista ed arrogante, che esortasse i cittadini a operare in funzione della sicurezza della nazione, del suo passato, delle sue battaglie gloriose e della tradizione, insistendo, quindi, su un completo conformismo e una adulazione della patria che non ammetteva eccezione alcuna. Quando si trovò ad aver davanti il nazionalismo del tipo corradiniano, il socialismo calò di tono. In retrospettiva forse Trotsky aveva ragione quando asseriva che solo la rivoluzione socialista, intrapresa simultaneamente e messa in pratica senza sosta in ogni angolo della terra, poteva veramente mobilizzare le masse e mantenerle fedeli, sviluppando nuove forme di realtà internazionali e supernazionali, indispensabili al trionfo del socialismo.54*
RONALD S. CUNSOLO Nassau Comunity College
52) JOSEPH STALIN, The Greta Patriotic War of the Soviet Union, New York, 1945, pp. 9, 35 sgg. Circa le orìgini, le condizioni iniziali e le fasi della tesi del socialismo in un paese, vedere il trattato di EDWARD H. CARR, Socialism in One Country 1924-1926, New York, 1958-1964, 4 voli, raccolti in 3). Circa le qualità durevoli del nazionalismo, vedere le profonde riflessioni di Boro C. SHAKER, Face* of Nationalism: New Realities and Old Mytfu, New York, 1972, degno compagno sarebbe ANTHONY D. SMITH, Theories of Nationalism, New York, 1971.
53) DONALD S. ZAGORIA, The Sino-Soviet Conflict, 1956-1961, Princeton, New Jersey, 1962, p. 401. La supremazia del nazionalismo sull'ideologia dei paesi comunisti è trattata da EMIL LENCYBL, Nationalism the Last Stage of Communism, New York, 1969.
54) LEON TROTSKY, The Permanent Revolution and Resulta and Prospects, New York, ediz. del 1931, p. 133 sgg.