Rassegna storica del Risorgimento
1870 ; ROMA ; CIVITAVECCHIA ; MARINA
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1920
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Si armarono alla meglio in tutta fretta anche i pochi fùM e batterie del golfo della Spezia. Quivi si aveva l'attuale nostro arsenale in vìa di formazione; Rappresenliava già ima ricchezza nazionale ed un punto strategico importante. Bisognava tutelarne in dùalehe modo la sicurezza nel caso di guerra contro un nemico pi!t potente di noi. Buone intenzioni, ma codeste cose non si ninno da un giorno all'altro, si convnrende bene. Insomma, la penosa mobilitazione che s'andava facendo della Marina era la conseguenza dello stato nel quale È Ministero Lanza-Sella l'aveva piombata.
Difficoltà non minori ebbe l'Esercito ohe ai corpo di Cadorna volle aggiungere le Divisioni Angioletti jÌEÈSÌOJ ma non è nostro compito parlarne.
Tuttavia il Governo era ancora molto perplesso prima di agire date le (ÉtfèJgjB opinioni professate dai vari membri del Gabinetto, dato pure il li more da alcuni nutrito che rompendo l'involucro della politica francese imperiale o repubblicana non importa che da tant'anni avvolgeva la politica italiana ne derivassero; M sa*cjuali cataclismi.
A rompere gli indugi fu Sella. D'accordo con gli uomini della sinitìta conoscendo l'opinione favorevole dell'ammiraglio Prìncipe Eugenio di Savoia-Carignano, minacciò le dimissioni pei* passare ad J?cvr>titQ d'Azione se non si movesse su Roma. Fu un grande atto il suo : interpretò puramente la volontà del popolo ; provvide sicura-niente alla salute della Patria, conferì imperituro onore al suo Gabinetto.
Oramai fra pochi giorni la questione sarà risolta. Eravamo agli otto di settembre. Prima però di venire alla ragione delle anni si reputò necessario delegare presso il Papa il conte di San Martino, con una ietterà 'autografa del Re,, e.j'Gon apposite istruzioni, per ten- . tare la via della conciliazione. Si pensò che il Governo pontifìcio, per salvarsi dalla minaccia <lcl 'Jt'a/rlMo d'Acume, pexmetìtesse la pacìfica entrata delle truppe italiane in Stoma per la tutela dello stesso Governo pontifìcio, e della persona del Papa. Così nel mentre si appareechiavan le armi scrisse il dotto generale Nicola Masselli il G<Jémo italiano pareva Jjhetétttennasse dinanzi al. pondo della impreaa> e:ch6 non volesse fa volare i proiettili prima d'aver esaurite le- [trattative .
Vane illusioni W Conte di San Martino ch'era partito l'8 sera da Jijfenze per Ro;t giunse il mattino del 9, telegrafò il giorno dopo al nostro Governo ohe le trattative erano andate a vuoto.