Rassegna storica del Risorgimento

VALERI NINO
anno <1978>   pagina <358>
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Rosario Romeo
risultati della mediazione giolittiana fra le grandi forze sociali del paese; e l'iso­lamento del personaggio Giolitti, eroe liberale proiettato sullo sfondo di un'Italia fin dalle origini predestinata al fascismo, è troppo legato alle tesi politiche della sinistra antifascista perché possa reggere ancora a lungo. Questa indifesa dispo­nibilità di Valeri alle proposte che avessero qualche sapore di progressismo era il prezzo ch'egli pagava per la sua indipendenza dai miti e dalle suggestioni della classe dirigente. Abbandonate quelle suggestioni senza tuttavia trasferirsi apertamente sulla opposta sponda, le sue esigenze di ribelle letterario fini­vano per iscriversi in una visione politico-culturale nella quale lo storicismo crociano era chiamato ad accreditare il convincimento, così radicato nel marxismo di Stalin e di Togliatti, che il comunismo fosse inevitabilmente destinato a trion­fare nel mondo moderno. In tal modo questo storico liberale, per tanti versi l'uomo meno adatto, com'egli confessava, a vivere in una società collettivista, ebbe una parte non piccola nella genesi di quel conformismo di sinistra, a base pseudostoricista, che ha devastato il nostro mondo intellettuale e di cui tuttora subiamo gli effetti. Documento, questo, della complessità che sempre avvolge una personalità mobile e inquieta, scettica e penetrante a un tempo, quale fu quella di Nino Valeri.
ROSARIO ROMEO
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