Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1978
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pagina
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361
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
XLIII: L'ARCHIVIO DI GIACINTO BRUZZESI
Spesso gli storici lamentano di non potere inquadrare degnamente alcune figure chiave per mancanza di un'adeguata documentazione. La dispersione di archivi privati o la gelosa ritrosia dei discendenti ostacolano in alcuni casi il lavoro. Altre volte, invece, lo scarso approfondimento sembrerebbe inspiegabile, perché in esso non concorrono le difficoltà di cui sopra, che sono di natura tecnica insormontabile.
È il caso di Giacinto Bruzzesi, sulla cui biografia restano alcuni interrogativi anche dopo la recente voce del Dizionario biografico degli Italiani.l) Le sue carte sono a disposizione da tempo; sono, infatti, raccolte nelle prime buste dell'archìvio del Museo centrale ai nn. 96-103. Qui il silenzio è dovuto alla difficoltà di dipanare la matassa della vita di un uomo di sinistra che, sempre in primo piano nei momenti decisivi dell'azione, non faceva di professione il politico. Era un uomo d'affari e questa sua attività, per le larghe conoscenze che implicava, è il sottofondo che spiega la sua designazione, per esempio, ad alcune missioni, la cui origine sembrerebbe, a prima vista, inspiegabile. Conoscenze e famiglia numerosa sparsa qua e là in Italia e in Europa a fare da punto di appoggio.
Per queste ragioni, la parte fin qui trascurata delle sue carte, a me sembra la più interessante. Ma forse io sono inguaribilmente nemica della retorica patriottica, anche quando mi trovo di fronte a un uomo come Bruzzesi; forse proprio perché lui stesso ne era alieno al punto da non fare delle sue benemerenze ragione di rivendicazioni. Mi sembra, tutto sommato, che meriti una sorte storiografica migliore, perché si presta come esempio, tra l'altro, delle connessioni fra la storia politica e quella economico-sociale. Mi auguro che queste note archivistiche invoglino a studiare più a fondo la vita di un uomo normale, cospiratore e soldato autentico, ma di complemento, non effettivo.
Dico subito, però, che non si potrà, attraverso il suo archivio chiarire tutto perché, evidentemente, o lui o il figlio hanno provveduto, purtroppo, alla distruzione di carte personali e commerciali che ci sarebbero state utilissime. Ma procediamo con ordine*
Sulla sua partecipazione alla realtà romana del 1846*1849 non ci restano che alcune lettere assai tarde scambiate con Raffaello Giovagnoli, interessato a sapere la versione di Bruzzesi sull'uccisione di Pellegrino Rossi quando stava preparando i suoi volumi sull'argomento. Forse chi ha occhi più freschi dei miei potrà decifrare parola per parola la risposta di Bruzzesi, affidata a un copia-
*> È di BRUNO DI PORTO, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1972, voi. 14, pp. 742-745.