Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1978>   pagina <362>
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Emilia Morelli
lettere assai sbiadito; l'originale non esiste nell'archivio Giovagnoli, conservato anch'esso nel nostro Museo.2>
Altro episodio fondamentale della vita di Bruzzesi fu il contatto con Kos-suth rinchiuso nelle prigioni turche e l'organizzazione della sua liberazione. Qui gioca l'abilità artistica dì chi era, allora, incisore di professione, e la paren­tela con Adriano Lemmi (era suo cognato), il quale deve anche averlo tenuto per mano agli inizi della sua carriera commerciale. Un altro appoggio nelle terre del Sultano gli veniva dal fratello residente a Bucarest Che si sia tenuto conto di queste circostanze per scegliere proprio Bruzzesi per affiancare Guerzoni nella missione informativa sullo stato rivoluzionario dei Balcani nel 1863? Di Porto, nella voce del Dizionario ha già rivelato l'esistenza tra queste carte di un Diario redatto da Bruzzesi a Costantinopoli dove deve avere avuto bisogno di fotografìe (passaporti falsi?) se Pietro Giannone, uno degli amici del quale si conserva più ricca corrispondenza, gliene spedisce ben dodici. I documenti che sono rimasti nel suo archivio riguardano, piuttosto, l'insuccesso della missione. Tra l'altro citiamo le scuse che porgono sia a Bruzzzesi, sia a Guerzoni alcuni polacchi con i quali avevano preso contatto. In Medio Oriente, nel 1863, era stato aiutato anche da Jacopo Sgarallino e da Romolo Gessi.
Il figlio sostiene che Giacinto Bruzzesi avrebbe partecipato al moto del 1853 a Milano e a quello del 1857 a Genova, 3> forse per dargli un'aureola di mazzinianesimo. A parte il fatto che Giunio dimostra di avere poca dimesti­chezza con le date quando lo dice rientrato in Italia nel 1853, troncando nn la­voro redditizio per le forniture all'esercito francese impegnato in Crimea..., in archivio vi è la prova irrefutabile della sua estraneità al moto milanese. Bruzzesi era allora a Odessa dove le prime notizie sugli avvenimenti lombardi gliele dava F. Cattaneo da Pera il 5 maggio. Condivido, cioè, il parere espresso da Mario Macaluso nella sua tesi di laurea.4) Per il 1853 è d'accordo anche Di Porto. Io credo che abbia ragione il Macaluso anche quando mette in dubbio la parteci­pazione alla abortita rivolta di Genova. Nell'archivio non esiste alcuna docu­mentazione in proposito, ma questo non costituisce una prova, in quanto, come ho detto, è stata operata una scelta fra i documenti. Macaluso mette in rilievo un brano della lettera a Giovagnoli del 17 giugno 1893, nella quale Bruzzesi scrive: Scelsi il volontario esilio dal 1849 al 1858 vagando in Oriente e tor­nando di volta in volta in Italia solo per i miei affari .
Andrei cauta anche nel sostenere un mazzinianesimo attivo di Bruzzesi in gioventù, la sua iscrizione alla Giovine Italia a Roma, un contatto politico con l'esule durante il decennio di preparazione. Che contatti ci siano stati, ante­riori a quelli sicuri degli anni dopo il 1861, può darsi perché ho già detto che era cognato di Adriano Lemmi. Ho l'impressione, però, che il Bruzzesi politico sia un autentico garibaldino.
Nell'archivio non c'è nulla sulla guerra del 1859, né sulla spedizione dei
2) EMILIA MORELLI, / fondi archivistici del Museo centrale del Risorgimento, XXVI. -Le carte di Raffaello Giovagnoli, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XLIX (1962), pp. 658-664.
J) 0 Roma, o morte . Dal Volturno ad Aspromonte. Memorie del colonnello GIA­CINTO BRUZZESI, raccolte e ordinate da GIUNIO BRUZZESI, Diario di campo, documenti diplomatici e dello Stato Maggiore, Relazioni, ordini del giorno ecc.,- Milano, Arnoldo De Mohr e C., [1908], pp. X, 301.
*) Discussa nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma nell'anno accademico 1968-1969.