Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1978
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363
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L'archivio di Giacinto Bruzzesi
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Mille, ad eccezione di una lettera pubblicata da Giunio solo in parte e senza firma,51 che va attribuita a Maria Peloso e diretta al suo amante Giacomo Medici. Sono riuniti, invece, tutti gli altri documenti pubblicati dal figlio, sui quali non vale la pena di ritornare se non per una precisazione. Nella lettera di Pietro Ripari del 24 gennaio 1861, il nome Cuocco, che aveva suscitato qualche perplessità nell'editore, va letto Cuneo; il T.... va completato Ttirr. Naturalmente si possono ricostruire le parti dei documenti che sono state tagliate da Giunio perché non avevano importanza politica.
Dopo la conclusione della spedizione del 1862, Bruzzesi si trova coinvolto nel tentativo mazziniano-garibaldino di contrastare a Roma, con una soluzione di forza, la politica addormentatrice del Comitato nazionale. Tanto per cambiare, Bruzzesi poteva contare su un altro cognato i vantaggi delle famiglie numerose dell'Ottocento! Giuseppe Pastorello, del quale sono conservate diciotto lettere accanto ad altre di Luigi Pianciani, Benedetto Cairoli, Galeazzo Ugolini (sotto lo pseudonimo di Carlo Massimo), Filippo Spatafora, Egidio Ruspoli, Pietro Crespigni e, soprattutto, di Giuseppe Dolfi, coordinatore e pagatore da Firenze. Siamo al 1863-1864.
Con piena ragione Fiorella Bartoccini ha dato lo scarso rilievo che merita all'azione del Comitato d'azione romano e al suo giornale O Roma o morte, anche perché tutto finì in squallide polemiche sull'utilizzazione dei fondi messi a disposizione dai soliti Adami, Lemmi e Fenzi. Per questo non siamo proprio sicuri che sia veritiera questa ricevuta:
Torino, 16 giugno 1864 Dichiaro d'aver ricevuto dal Comitato d'Azione di Roma Lire Mille che ho cassato a credilo del generale Garibaldi.
Adriano Lemmi
Su tutto questo periodo porteranno nuova luce le memorie di Spatafora di prossima pubblicazione, memorie che fanno parte di un fondo acquistato di recente dalla Domus mazziniana di Pisa, del quale sono ghiotta anticipazione le lettere di Mazzini.8) Si dovrà, un giorno o l'altro, dipanare la matassa ingarbugliata alla base, mentre è già chiara l'azione del vertice; la matassa, per intenderci, costituita dai fili che collegano, fino al 1867, le iniziative di Mazzini con quelle di Garibaldi. Da quel che si può dedurre dalle carte che sono conservate nel suo archivio, Bruzzesi è rimasto fedele al suo capo del 1859 e del 1860; e lo sarà ancor più quando avrà parte, nel 1867, nel Centro d'insurrezione e nel Centro d'emigrazione romana. Anche su questo periodo la documentazione più ricca è data dal carteggio con Dolfi.
Terminano qui le carte che riguardano Bruzzesi uomo d'azione. Non vi è nulla, infatti, sulla sua partecipazione alla guerra del 1866, dove pure si gua-
5) Op. cit., p. 217.
Ivi, pp. 217-219.
?) FIORELLA BARTOCCINI, La Roma dei Romani , Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1971, cap. VII.
8) XI facsimile di quella dei 30 settembre 1865 è pubblicato in Pensiero mazziniano, a. XXXII (1977), p. 75. Tutte in ANNA MARIA ISASTIA, Il Comitato d'Azione di Roma. Lettere inedite di Mazzini a Petroni e Spatafora, in Bollettino della Domus mazziniana, a. XXIH (1977), n. 2, pp. 225-238.