Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1978>   pagina <367>
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LIBRI E PERIODICI
ARTHUR D. IMERTI, Vincenzo Catalani: Neapolitan jacóbin, Jurist, Reformer (1769-1843) vnth an Appendix containing a translation of his work A digression on Vaccina' tion , Lawrence, Kansas (U.S.A.), Coronado Press, 1976, in 8, pp. 155 con taw. 8.50.
H sottotitolo di questa biografia sintetizza la vita e le opere di Vincenzo Catalani. L'A., uno studioso italo-americano, in una rimpatriata con i suoi cugini calabresi scopre un antenato comune, che si distinse nel periodo giacobino e murattiano. Stimolato da alcuni documenti che riguardano Catalani si accinge ad una meticolosa ricerca, aiutato dai parenti d'oltreoceano. Ma, da serio studioso, non si limita a quelle, pur preziose fonti, e oltre che gli archivi e biblioteche di Calabria, Napoli e Roma, esplora fondi a Marsiglia e Parigi. Infatti Vincenzo Catalani, di nobile famiglia, studiò Legge e frequentò i clubs giacobini napoletani, partecipando con loro alla Repubblica Napoletana. Grazie alle parentele riusci ad evitare il patibolo e ad andare in esilio. A Marsiglia passò sei anni, approfondendo lo studio del diritto (romanista e canonista profondo si perfezionò nel costituzionale) e dell'educazione. A questo proposito scrisse Vomico del bel sesso, un accalorato libretto che considera una migliore educazione delle fanciulle (pur sempre considerate come future spose e madri) come estremamente vantaggiosa per il progresso del genere umano. In questo si dimostra (p. 84) vero figlio dell'Illuminismo, fiducioso nella perfettibilità dell'Uomo. Con Giuseppe Bonaparte il rientro e la ripresa dell'attività giornalistica, finche gli intrighi del ministro di Polizia Saliceti non lo rispediscono nelle carceri borboniche dove già aveva languito. Ne riesce con Murat e inizia una proficua carriera nella magistratura, continuata con la Restaurazione, fino ai moti del '20-*21, che segnarono il suo ritiro dalla vita pubblica, dopo essere stato eletto deputato al Parlamento costituzionale.
H libro è scritto per un pubblico americano, corredato perciò di ampie delucidazioni di storia generale contemporanea; un libro, quindi, che mira molto all'illustrazione dei tempi nei quali Catalani visse. E a nostro parere quest'aspetto prevale rispetto alla valuta­zione della effettiva incidenza che Vincenzo Catalani potè avere sugli avvenimenti e sulla cultura del suo tempo: soprattutto, messo dall'autore a fianco di un Colletta, una Fonseca Pimentel o un Cuoco, appare modesto.
FLORIANO BOCCINI
Atti della Commissione governativa di Stato nella Restaurazione pontificia, a cura di CARLA LODOLINI Tuppun (Archivio della Fondazione per la storia amministrativa, 18); Mi-lano, Giuffrè, 1974, in 4, pp. 198. S.p.
CARLA LODOLINI TUPPUTI, Ricerche sul Consiglio di Stato pontificio (1848-1849), in Ar­chivio della Società romana di storia patria, ILI serie, voi. XXI, a. XCV (1972), fase. I-IV, pp. 237-315.
Dell'iniziativa dell'A. di curare gli Atti della Commissione governativa di Stato nella Restaurazione, pervenuto solo ora in nostre mani, una valutazione sarebbe stata forse più in taglio nell'occasione che si ebbe di esaminare l'altro lavoro dell'A. sulla Commissione governativa di Stato (vedi Rassegna, a. LX (1973), pp. 608-611). Si sarebbe rimasti più a caldo nell'elemento, come si suol dire, non formando gli Atti della Commissione gover­nativa che un momento di una sola ricerca, operata in un unico piano culturale dell'A. tra le carte dell'Archivio di Stato di Roma e dell'Archivio Segreto Vaticano. Non è arduo ovviamente, non essendovi frapposizione alcuna di pensiero, rientrare in tema, e giova al­quanto anzi l'esplicita proposta dei documenti, che nel precedente volume facevano un non sempre scoperto sottofondo al discorso.