Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1978>   pagina <370>
immagine non disponibile

370 Libri e periodici
GIUSEPPE TRAM AROLLO, Un pensiero per l'azione (Giuseppe Mazzini); Cremona, P.A.C.E.. 1977, in 8, pp. 173, L. 4.000.
Questo volume raccoglie undici saggi organicamente disposti sa Giuseppe Mazzini e si propone anzitutto di dare un'interpretazione autentica del pensatore genovese; un Mazzini, dunque, studiato ed inteso da un punto di vista mazziniano. I singoli capitoli coprono tutta l'area della tematica mazziniana, dalla vita alla maniera in cui essa è stata raccontata; dalla presenza letteraria all'attività giornalistica, a quella di triumviro e di legislatore della Repubblica romana del 1849; dalla fondazione dei principi di nazionalità e di federazione europea all'elaborazione del pensiero economico sociale; dalla definizione della sua concezione pedagogica alla formulazione di una visione religiosa. H libro del Trama rollo si configura, cosi, come una monografia costruita per saggi ed anche in questo senso ha un suo rilievo nel panorama della storiografia mazziniana dove da tempo man­cano lavori monografici esaurienti e completi.
Per Mazzini, com'è noto, spronare gli uomini a trasformare il pensiero in azione era la missione speciale dell'arte e il rapporto tra pensiero e azione , stretto e suggellato nella formula famosa, costituisce l'asse monografico del volume di Giuseppe Tramarollo, in quanto lezione (cospirazione patriottica, organizzazione rivoluzionaria, impegno sociale) è considerata sistematicamente come finalità e sbocco del pensiero. In tal modo Mazzini creava (assai prima di Gramsci!) una figura di intellettuale impegnato, a organico alle lotte del popolo, nuovo e diverso sia rispetto allo stile amletico del dubbio e dell'indecisione per effetto del quale anche le grandi imprese a perdono così d'azione il nome , sia rispetto alla tradizione cortigiana ed arcaica della società italiana.
Nei confronti di Gramsci, dal quale è derivata anche in tanti manuali scolastici l'inappellata condanna del Risorgimento come rivoluzione mancata, la posizione di Trama­rollo è particolarmente rigorosa e non tanto per una questione metodologica generale (è ovvio che con gli stessi criteri, prescindendo dalle reali condizioni del quadro storico, si po­trebbe costruire un processo alla Resistenza come rivoluzione mancata!); ma per precise motivazioni di contenuto in quanto il pensatore comunista, che privilegiò Gioberti e Cavour rispetto a Mazzini, non dimostra una diretta conoscenza dei testi mazziniani. D'altra parte la teoria del moderno Principio (= il partito comunista) teso alla conquista del potere con risolutezza senza scrupoli, nel grado in cui avvicina Gramsci a Machiavelli, lo allontana da Mazzini per il quale Machiavelli non può essere maestro ai rivoluzionari del secolo decimo­nono perché le tattiche dei malvagi principi non si imitano, si combattono e le nazioni si rigenerano soltanto con la virtù e con la verità.
Nell'ambito del sistema mazziniano, quale risulta da un complesso imponente di scritti non sistematici che però Tramarollo conosce con eccezionale padronanza, appaiono particolarmente attuali tre temi: l'organizzazione dello Stato, la politica europeistica, la concezione sociale.
Per il primo tema, viene ricordato (oltre ai saggi principi formulati nella Costituzione della Repubblica romana del 1849) lo scritto Dell'unità italiana (1861) in cui Mazzini respinge in partenza l'accentramento burocratico e prefettizio e il piemontesismo, che fu causa di tanti mali per lo Stato unitario appena nato, ed indica nell'ordinamento regionale, piuttosto che in altre artificiose suddivisioni amministrative, la struttura dello Stato.
Il tema europeista è particolarmente valido per mostrare come l'Apostolo della na­zionalità potè essere contemporaneamente il profeta di una nuova Europa, conciliando ed equilibrando due principi che un nazionalismo forsennato e funesto rese poi inconciliabili. Sin dal 1848, Mazzini afferma: e Noi vagheggiamo la grande federazione dei popoli liberi, crediamo nel patto delle nazioni, nel congresso europeo che interpreterà pacificamente quel patto. Ma nessuno potrà entrare fratello in quel patto, nessuno potrà ottenere seggio in quel concilio di popoli se non dotato di vita propria, ordinata, costituito a individualità nazionale . Si passa poi ad una più concreta indicazione europea con la proposta di costi­tuzione di un partito d'azione europeo (1858) e si perviene alla concezione di un equi­librio democratico tra forti Stati nazionali e confederazioni di nazionalità minori.
L'attualità di Mazzini scrive ancora Tramarollo, sviluppando una delle sue più originali interpretazioni è nella visione di una stretta interdipendenza tra unificazione politica ed integrazione economica, quando sostiene, anticipando i programmi della comu-