Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1978
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pagina
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378
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VITA DELL'ISTITUTO
ALESSANDRIA. - Su invito del presidente del Rotary di Casale Monferrato, prof, dott. Giuseppe Mascolo, lunedi 15 maggio scorso sono stati ospiti del club i soci dell'Istituto mons. Giovanni Ferrofino e ing. corani. Emilio Spallicci. Questi, dopo aver ricordato gli impegni là presi pochi lunedi innanzi, presente Fon. avv. Angelo Armella, ha riassunto agli astanti le finalità dell'Istituto e richiamato le date dei prossimi convegni: a Rovereto, sulla prima guerra mondiale fine giugno su iniziativa del nostro Comitato trentino, dell'Ufficio storico dello S.M. dell'Esercito, con l'organizzazione del Comprensorio della Vallagarina, ed a Viterbo, sul primo decennio della Sinistra, fine settembre su iniziativa dell'Istituto.
Il prof. Mascolo ha quindi dato la parola a mons. Ferrofino, il quale ha parlato di come sia stato interpretato e giudicato il nostro Risorgimento nei Paesi dell'America Latina. Reazioni favorevoli, fin ohe s'è trattato di liberare l'Italia da dinastie assolutistiche e radicate altrove, che da secoli signoreggiavano gli Stati italiani: la cosa non avrebbe potuto non essere compresa da popoli che, con fenomeno parallelo, proprio in quello stesso giro di anni e sfruttando l'occupazione napoleonica di Spagna e Portogallo, s'erano affrancati dal dominio politico e militare delle due potenze europee. Una svolta nei sentimenti latinoamericani si avrà coi primi sìntomi della Questione Romana: le Cancellerie, gli studiosi e la pubblica opinione accoglieranno con riserve il nostro Risorgimento quando si tratterà, della formazione dello Stato unitario, tanto più quando sarà evidente che si vorrà fare l'unità d'Italia con Roma capitale. Se, infatti, l'idea d'indipendenza dallo straniero era un concetto chiaro che toccava nel vivo i latino-americani, questi capivano meno bene perché dovessero scomparire gli Stati Pontifici che esistevano da mille anni e non erano da considerarsi stranieri, e perché in Italia non si creasse una coalizione politica di Stati, ossia, una federazione come se n'erano viste nascere diverse in America Latina: gli Stati Uniti del Brasile, del Venezuela, del Messico, e gli stessi ce Stati Uniti del Sud-America rimasti gran sogno e meta ultima di Simon Bolivar. La mentalità federazionista di tanti studiosi latino-americani basava il suo ragionamento anche sul fatto che gli elementi di coesione che cementavano le federazioni latino-americane erano i medesimi che rendevano plausibile e facile una federazione di Stati italiani; la comunità di madre patria, di lingua, di religione, di civiltà. D'altronde, gli atteggiamenti dei politici italiani, spesso discordi sulla soluzione da dare alla Questione Romana, e certi fatti che caratterizzavano sfavorevolmente il processo storico del Risorgimento, creavano incertezze e sconcerto presso le Cancellerie e l'opinione pubblica. Mons. Ferrofino, dopo aver concentrato l'ultima parte della sua relazione sui fatti fondamentali (Convenzione di settembre 1864, Querétaro, Mentana, Sédan) che hanno condotto alla soluzione militare della Questione Romana, concludeva accennando come, anche in America Latina, la firma del Trattato del Laterano sia stata considerata il capitolo conclusivo della lunga storia del Risorgimento italiano: soluzione diplomatica che correggeva e sigillava la soluzione militare del 20 settembre 1870.
Tra i Rotariani presenti, erano anche i soci dell'Istituto avv. Boverio e dott. Gabriele Serrafero, il quale, a chiusura, ha ricordato le modalità d'ammissione e quanto l'Istituto fa sul piano concreto, destando vivo interessamento in tutti.
Il 9 giugno 1978 si sono di nuovo riuniti numerosi soci del Comitato, per ascoltare la conversazione del dott. Adriano Ghiron, sull'atteggiamento e sul contributo degli Israeliti Italiani nel periodo risorgimentale e post-risorgimentale. È seguita un'ampia discussione, a testimonianza del vivo interesse suscitato dall'esposizione. A tutti il dott. Ghiron ha dato esaurienti precisazioni.
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BARI. - Il 16 marzo 1978, alle ore 18,30, nell'Auditorium della Farmitalia , si è riunita l'Assemblea ordinaria dei Soci per ricordare la figura e l'opera dello scomparso presidente prof. Pasquale Di Bari. In apertura, il prof. Matteo Fantasia, presidente del