Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1978
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382
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382
Vita dell'Istituto
Hanotaux dans ses Carnets ìnédits. Il remplacait au pied leve un jeune chercheur de Bruxelles, M. Michel Dumoulin, empcché au dernier moment par un accident et qua le Groupe d'étude esperò bien entendre à la rentrée (en oclobre ou novembre) exposer le resultat de ses recherches sur la propagande franco-belge dans l'Italie de 1914-1915.
Cette conférence aura lieu, comme les précédentes, au Centre culturel italien qui a. depuis le début de l'entreprise, vivement soutenu le Groupe d'étude francala du Risorgimento, en particulier en mettant à sa disposìtion les beaux salons qu'il occupe en l'hotel de Galliffet, SO rue de Varenne.
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PAVIA. Su iniziativa del nostro Comitato, nel maggio u.s. si sono tenute due conferenze. Il prof. Gianfranco E. De Paoli ha parlato di Mito e realtà di Vittorio Emanuele H , nel centenario della scomparsa.
Figura certamente originale ed essenziale tra i maggiori fattori dell'unità d'Italia, ha lasciato vasto argomento agli storici per l'esame obiettivo della sua azione di soldato, di politico, di diplomatico, di uomo; dalla guerra di Crimea, al grido di dolore , dai suoi rapporti con Garibaldi da Teano ad Aspromonte. Alternative, se pur faticose, tra la sincerità degli istinti di una indole generosa e gli atteggiamenti conservatori della Corte e del Governo, nella crescente popolarità delle prime battaglie per l'Indipendenza e le ombre successive del '66, nei contrasti col Vaticano fino alla presa di Roma, le estensioni domestiche fallite ibi Spagna, il realismo degli ultimi anni, aperti all'avvento della Sinistra al potere.
Figura dunque emergente in anni di formazione e di travaglio nazionale che alla Unità ha dato la sincerità del suo temperamento montanaro e le esitazioni e le contraddi' zioni del sentimento piemontese.
La storia ha ora fissato le singole presenze ed i contorni di questi protagonisti del nostro Risorgimento, le contraddizioni inevitabili, le vicende di fucili di quegli anni di ardente passione italiana.
Rivedendole, nella più vasta realtà attuale, riascoltiamo il senso di quel passato per auspicare l'unanime nostra volontà nel democratico progredire dell'Italia di oggi.
Assai festeggiato ed applaudito Foratore è stato ringraziato dal presidente Vivanti e da autorevoli rappresentanti di Istituti superiori ed universitari.
H col. Giuseppe Branzoli ha rievocato la Battaglia di Montebello, nel 118 anniversario. Rammentata brevemente la situazione politico-militare della fatale primavera 1859, il col. Branzoli ha esaminato, dando un giudizio sereno e tuttavia severo, il comportamento del maresciallo Giulay, generalissimo austriaco; e ha prospettato le operazioni conclusesi nella battaglia di Montebello nell'ottica d'una manovra fondamentalmente irresoluta, e che pur si riprometteva il brillante risultato della conquista di Casteggio, ritenuta fortemente presidiata dai franco-piemontesi. Senza indugiare nella narrazione di aneddoti, ma mantenendo l'attenzione sui movimenti essenziali degli eserciti, l'oratore ha seguito austriaci da una parte e cavalleria sarda dall'altra, nella loro marcia d'avvicinamento, fino ai primi scontri, all'imboccatura di Casteggio, dove gli austriaci ai erano facilmente sbarazzati di una barricata eretta da volontari. Si ebbe qui la prima delle ripetute, ostinate cariche della cavalleria piemontese la cui azione sempre decisa diede modo ai francesi del gen. Forey di accorrer da Voghera. La battaglia, iniziata verso le 13, aumentava gradualmente di intensità: il col. Branzoli ne illustrava le fasi con sicura competenza, non limitandosi a una nuda esposizione, ma proponendo spunti di meditazione e di critica, ed esaminando le manovre contrapposte e nel loro insieme e nei loro particolari. La battaglia si potè considerare conclusa verso le ore 18, quando gli austriaci, malgrado la loro schiacciante superiorità numerica, si ritirarono sulle posizioni di partenza, consentendo ai francesi di fare lo stesso: un comandante austriaco più audace (e ben opportunamente l'oratore ha rammentato Napoleone a Marengo) conscio della propria superiorità si sarebbe rifatto sotto, assalendo l'avversario stanco e provato. Ma ossessionati dall'idea di trovarsi contro il grosso dell'armata francese, i generali austriaci rapidamente si ritirarono; e Montebello primo vero fatto d'arme nella campagna del 1859, restava vittoria franco-sarda; giornata duramente pagata dagli alleati, ma quasi pegno di buon auspicio per la guerra cosi iniziata. Il comportamento della