Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA; STORIOGRAFIA ITALIA
anno
<
1978
>
pagina
<
389
>
Storiografia sulla Questione Romana 389
Hanno già valore storiografico le opere di quattro autori, ognuno dei quali in un certo senso apri un settore di indagini che troverà poi i suoi cultori. Ferruccio Qnintavalle, liberale, inizia lo studio delle tendenze dell'opinione pubblica con l'esame della miriade di opuscoli sulla Questione Romana stampati tra il 1859 ed il 1870 e fu tra i primi a studiare la figura del Padre Luigi Tosti attraverso i suoi carteggi.12* L'interesse storiografico dell'opera di Raffaele De Cesare13) non sta tanto nel presunto nuovo modo di fare storia che egli pensava di aver creato in contrapposizione alla storiografìa tradizionale, quanto nel fatto che in essa, anticipando tendenze riemerse recentemente, si osservano gli avvenimenti dalla parte dei vinti, senza avere peraltro intenti apologetici del vecchio mondo papalino (il De Cesare era un liberale moderato).
Mario Falco traccia, basandosi su fonti edite, carteggi e la migliore letteratura, un primo sommario bilancio, estremamente critico, della politica ecclesiastica della Destra storica.M* Un esame sintetico, ma con profondità di senso storico e filosofico e di cultura giuridica, lo porta a concludere che la Destra si era allontanata dall'impostazione cavouriana, oscillando tra liberalismo e gin-risdizionalismo; la legge delle Guarentigie è definita imprecisa e disordinata , ridondante nella prima parte e lamentevolmente povera nella seconda. Ma se Pesame, alla luce del diritto, delle leggi approvate, portava a queste conclusioni pessimistiche, lo storico, guardando la situazione generale, doveva riconoscere che gli aspetti negativi perdevano il loro rilievo davanti all'idea politica che la Destra seguì e realizzò: andare a Roma senza rivoluzioni, mantenendo la supremazia dello Stato sulla Chiesa e nello stesso tempo rassicurando i cattolici che il Risorgimento non era contro l'autorità del Papa.
Francesco Ruffini, liberale, maestro dello Jemolo, non scrisse un lavoro specifico sulla Questione Romana, ma gran parte della sua opera di giurista e di storico è dedicata al problema dei rapporti fra Stato e Chiesa, rivelando, al di là del principale interesse per la formazione dei principi ed istituti giuridici, una filosofica disposizione, per la storia del pensiero della fantasia, della molteplice anima umana .15ì Particolarmente validi il suo limpidissimo sommario della storia del diritto ecclesiastico italiano pre e post-unitario e i suoi studi sulle origini prò testanti eh e elvetiche della formula cavouriana.I6) Gli ideali risorgimentali ebbero in lui un appassionato difensore.
OPERE NATE NEL CLIMA DELLA CONCILIAZIONE
Nel primo dopo-guerra gli ideali liberali del Ruffini, uno dei sei senatori che votarono contro i Patti Lateranensi, entrarono in crisi. Anche nei rapporti tra Stato e Chiesa mutarono le idee e le situazioni. All'idea liberale tradizionale che
*8 F. QuiNTAVALLE, op. (Mi
>3) R. DB CESARE, Roma e lo Stato del Papa dal ritorno di Pio IX al XX Settembre, Roma, 1907.
W> M. FALCO, La politica ecclesiastica della Destra, Torino, 1914.
J5) A* C. JEMOLO, prefazione a F. RUFFINI, Relazioni tra Stato e Chiesa, a cura di F. MARMOTTA BROGLIO, Bologna, 1974, volume in cui sono stati raccolti diversi corsi universitari degli anni accademici tra il 1908-1909 ed il 1930-1931.
Idi F. RUFFINI, Lineamenti storici delle relazioni tra Stato e Chiesa in Italia, Torino, 1891 e Scritti giuridici minori, scelti e ordinati da M. FALCO, A. C. JEMOLO, E. RUFFINI, 2 voli., Milano, 1936.