Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA; STORIOGRAFIA ITALIA
anno
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1978
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pagina
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395
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Storiografia sulla Questione Romana 395
Per quanto riguarda i cattolici si può forse dire che la riconsacrazione dello Stato italiano, essendo avvenuta per mezzo di un accordo di vertice, non favorì una valutazione critica della Questione Romana e del ruolo svolto dalla Chiesa e del movimento cattolico durante gli anni del dissidio, ciò che invece avvenne, almeno riguardo al movimento cattolico, nei secondo dopoguerra, allorché furono altre circostanze a sancire il predominio di forze ufficialmente cattoliche all'interno dello Stato.
Subito dopo la seconda guerra mondiale, la mutata situazione istituzionale e lo scottante problema della definizione del nuovo ordinamento costituzionale dei rapporti tra Stato e Chiesa, anche alla luce della maggioranza relativa attribuita al partito dei cattolici, diedero spunto ad alcune opere, di autori cattolici, volte a difendere sul piano storico-politico la soluzione concordataria e la pace religiosa.
Una ricostruzione serena, aggiornata con la documentazione esistente (era uscito nel 1944 il volume di V. E. Orlando, Miei rapporti di governo con la S. Sede che riferiva sui contatti del 1919) sulle vicende che precedettero e portarono alla firma dei Patti Lateranensi è quella del Giannini.
Ben più polemica e caratterizzata in senso cattolico è l'opera di Domenico Masse, i cui scritti formarono per lungo tempo il clero e il laicato cattolico. Più che di un vero e proprio libro di storia si tratta di una interpretazione in chiave ideologica, a volte un pò* forzata, - del periodo dalle origini del Risorgimento al 1929. Per Masse l'Italia si costituì con un mal riuscito processo unitario e istituzionale , che fu sanato solo con la Conciliazione, per cui bisognava opporsi con tutte le energie alla revisione dei Patti. Tutta l'opera è il tentativo di distinguere nell'ambito del Risorgimento ciò che era accettabile alla luce della dottrina cattolica e ciò che andava respinto. Perciò, dopo aver descrìtto i caratteri della cosiddetta Grande Rivoluzione prodotta dall'Illuminismo e dalla Rivoluzione francese, si stabilisce una rigida periodizzazione per cui a un Risorgimento nato cattolico, succederebbe dal 1849 in poi un Risorgimento scomunicato che solo nel 1929 sarebbe stato riconsacrato. Il Masse, però, pur mantenendo una posizione fermissima di difesa del cattolicesimo e di condanna del laicismo, si rifiuta di sostenere una coerente posizione controrivoluzionaria di stampo tradizionalistico e legittimista, per cui si trova in una posizione che a volte manca di quella coerenza, e dà quindi giudizi che non si spiegano molto, che avrebbe una rigida posizione totalmente contraria ai principi rivoluzionari. Ad esempio Masse condanna duramente l'azione dell'arcivescovo Fransoni e di quelli che chiama cattolici retrivi, tra cui Solaro della Margarita, pur dichiarando incostituzionale l'interpretazione parlamentare dello Statuto Albertino; afferma che non furono le Guarentìgie a favorire la Conci-
34) A. GIANNINI* Il cammino della Conciliazione, Milano, 1946. Un altro giurista cattolico, V. DEL GIUDICE, La Questione Romana e i rapporti fra Stato e Chiesa fino alla Conciliazione, Roma, 1947, difende i Patti e la loro costì tuzionnlizzazione alla luce dell'esperienza storica che addebita alla <t ostinatezza nella sconsiderata politica antivaticana dei governi liberali la debolezza che soffri l'Italia nella politica internazionale all'epoca della Triplice Alleanza.
35) j), Mxssé, // caso di coscienza del Risorgimento Italiano, Alba, 1946. Nel 1961 U Masse raccolse nel volume Cattolici e Risorgimento, Roma, 1961, una serie di articoli in cui sostenne le stesse tesi di 15 anni prima.
36) Talora, inoltre, egli attribuisce qualifiche non del tutto esatte, come quando definisce il Taine maestro del liberalismo ottocentesco .