Rassegna storica del Risorgimento

QUESTIONE ROMANA; STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1978>   pagina <396>
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Massimo de Leonardis
liazione bensì l'atteggiamento di Pio IX che le rifiutò, però condanna il non expedit come infausto ; 37> sottolinea la differente legittimità che era alla base dello Stato pontificio e degli altri Stati pre-unitari; parla di giusta causa nazio­nale , ma non spiega come avrebbe potuto essere accettata dalla Chiesa e critica il neo-guelfismo. Nel volume del 1946 Masse non prendeva nemmeno troppo le distanze dall'opera di Mussolini che, a suo dire, riassumeva il Primato di Gio­berti e la missione universale di Mazzini. I libri del Masse sono del tutto privi di sensibilità storica nel cogliere sfumature, differenze, evoluzioni: si con­danna o si assolve in base a schemi interpretativi nemmeno troppo coerenti, per il tentativo di innestare in un discorso contro-rivoluzionario valutazioni più aperte non sufficientemente giustificate nell'ambito del quadro complessivo.
I CLASSICI DELL'INTERPRETAZIONE CATTOLICA, LIBERALE, CATTOLICO-LIBERALE
Con il Masse siamo ancora nell'ambito di opere non basate su ricerche documentarie e aventi una motivazione politica abbastanza scoperta. L'opera dello Jemolo38) rappresenta una svolta in campo storiografico e segna l'inizio di un'epoca in cui, stabilito definitivamente l'assetto dei rapporti tra Stato e Chiesa, gli storici, pur riferendosi sempre a correnti ideologiche, possono af­frontare, nella maggioranza dei casi, lo studio della Questione Romana con l'animo rivolto più alla comprensione degli avvenimenti che alla condanna o alla giustificazione di persone o atteggiamenti. A ciò si aggiunga l'accresciuta possibilità di accesso agli archivi, la pubblicazione di carteggi e di documenti, lo studio di campi pressocché inesplorati e si avranno le ragioni del progresso degli studi sulla Questione Romana. Progresso che avrebbe potuto essere ancora maggiore se, anche per reazione alla precedente impostazione giuridico-diplo-matica dello studio dei rapporti tra Stato e Chiesa, gran parte degli studiosi, specie di parte cattolica, non avesse preferito dedicarsi più allo studio del movi­mento cattolico che della Questione Romana.39*
L'opera principale dello Jemolo fin dal suo apparire si impose come un classico . Essa fu preceduta da anni di studio, riprendendo anche saggi già pubblicati, ed è un'esposizione di idee e non di fatti che cerca di vedere in piena luce i legami tra le idee e coloro che le professarono o le combatterono risalendo dalle opere, dalle espressioni, dalle formule a tutto l'uomo, alle sue passioni, alla sua fede . Storia, quindi, etico-politica di stampo idealistico scritta
3?) Masse è comunque nettamente dalla parte degli intransigenti: a Per il cattolico coerente la scelta tristemente obbligata non era dubbia: prima Dio poi gli uomini, prima la Religione poi la Patria... Ma non tutti erano cattolici coerenti .
38) A. C. JEMOLO, Chiesa e Stato in Italia negli ultimi centanni, Torino, 1948 e successive edizioni.
39> Cfr. R. ROMEO, La storiografia italiana sul Risorgimento e l'Italia unitaria (1815' 1915), in CUot a. 1 (1965), n. 3, pp. 407-433: Alla precedente storiografia sulla "Que­stione Romana " e sui rapporti tra Stato e Chiesa, ispirata a preoccupazioni assai caratte­ristiche del liberalismo, è subentrata nel dopo guerra la ricerca dell'Italia cattolica, rappre­sentata dalle grandi masse fedeli alla religione tradizionale, e rimaste perciò a lungo estra­nee ed ostili al nuovo Regno, che aveva distrutto il potere temporale, e fatto di Pio IX il prigioniero del Vaticano .