Rassegna storica del Risorgimento

QUESTIONE ROMANA; STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1978>   pagina <397>
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Storiografia sulla Questione Romana 397
da un liberale-cattolico del Risorgimento, superstite custode degli ideali in quel mondo.40*
Abbiamo quindi un grande affresco , popolato da ritratti ,4l) in cui accanto alle magistrali sintesi delle figure più grandi non sono trascurati molti minori che ebbero a dire una parola significativa. L'esposizione piana ed avvin­cente non deve ingannare e far dimenticare la novità che quest'opera rappre­senta nella storiografia e le lunghe indagini, a volte in assenza di qualunque studio precedente, che stanno alla base di sintesi di poche pagine. Toccò pro­prio ad un giurista aprire una nuova fase di studi che superasse la precedente impostazione giuridico-diplomatica.
L'opera è lodata per il suo sforzo di imparzialità anche da parte di chi, come i cattolici, non può condividere totalmente il pensiero dello Jemolo.A2) Walter Maturi 43) ha, credo per primo e a ragione, individuato il presupposto principale che rende allo Jemolo più facile tale imparzialità nella sua sconten­tezza, che egli lascia trapelare con molta discrezione, sia verso il tipo di catto­licesimo, sia verso il tipo di liberalismo che è prevalso in Italia. Quanto al Cat­tolicesimo, lo storico del giansenismo italiano lo vorrebbe più sentito e spiri­tualmente impegnato; il liberalismo non dovrebbe confondere il separatismo giuridico con quello spirituale; di qui pagine di simpatia per Ricasoli e il suo circolo e di rammarico per l'indifferenza in campo religioso che predomina nell'epoca giolittiana. Da parte cattolica si è osservato che Jemolo rivela la sua certezza nella bontà di un sistema che la S. Sede ha costantemente ripudiato e, ciò che forse è ancor più grave, il proprio attaccamento ad un ideale di religio­sità che, ponendo l'accento sulla interiorità del fatto religioso, tende a limitare pericolosamente la sfera dell'impero della fede nella vita dell'uomo e della so­cietà.44* Di qui l'interesse maggiormente puntato sui cattolici transigenti e il disinteresse, o l'incomprensione, derivante da insufficiente attenzione, per i cattolici totalmente fedeli alla Chiesa. Mi sembra giusta l'osservazione di Fausto Fonzi che in realtà l'interesse dell'autore è ancora prevalentemente rivolto allo Stato italiano, alla sua legislazione, ai suoi problemi. È ancora storia della politica religiosa ed ecclesiastica dello Stato italiano, storia degli atteggiamenti assunti dalla classe politica italiana piuttosto che storia dei rapporti tra i due istituti, tra società religiosa e quella politica. Uno dei termini di quei rapporti, la Chiesa, non appare mai in piena luce, ma è generalmente visto solo in fun­zione di ideali e interessi a lei estranei, ed alla luce di questi ideali e di questi interessi vengono spesso giudicati i suoi atteggiamenti .45) Da taluni si è infine rilevata la differenza tra i primi e gli ultimi capitoli, nei quali è inevitabile una
*0 F. RODANO, in Rinascita, a. V (1948), n. 12, pp. 471-472. Da parte marxista, sot­tolineando l'isolamento dello Jemolo in un mondo lontano dai suoi ideali, si affermava che lo Jemolo pur basandosi su una concezione illusoria delle forze storiche in gioco, era runico non-marxista a poter trattare il problema e concludeva con accenti di singolare nobiltà un'insigne tradizione .
4) C. MAGNI, in II diritto ecclesiastico, a. LXI (1950), fase. IV, pp. 1041-1057.
42J P. SALVATORE LEKER S.J., in La Civiltà Cattolica, a. I (1949), voi. I, pp. 259-309, La definisce serena ed onesta in certi particolari fino allo scrupolo .
4 W. MATURI, op. cit., pp. 598-599.
**) C. AGOSTINI, in Rivista di storia della Chiesa in Italia, a. Ili (1949), n. 3,
pp. 449-452.
45> F. FONZI, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XXXIX (1952), fase. 1I-III,
pp. 263-267.