Rassegna storica del Risorgimento
QUESTIONE ROMANA; STORIOGRAFIA ITALIA
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1978
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Massimo de Leonardi*
accentuazione più politica, pur molto contenuta, affermando che sarebbe stato meglio non affrontare nella stessa opera anche anni ancora troppo vicini Comunque queste osservazioni nulla tolgono ad un'opera che, a prescindere dalla filosofia che la ispira, resta tuttora insuperata nel suo genere storiografico per capacità di sintesi e ricchezza di documentazione.
Se Jemolo riassume, simboleggia e forse conclude il pensiero cattolico-liberale, la tradizione liberale, in maniera rigidamente laica e separatista, ma non anticlericale e insensibile o incapace di comprendere i valori religiosi, e rappresentata nel secondo dopoguerra, negli studi sui rapporti tra Stato e Chiesa, sulla Questione Romana e sul movimento cattolico, da Giovanni Spadolini,46' scrittore brillante, le cui opere basate quasi sempre su ottime fonti, con scoperte di inediti e corredate di accurate bibliografie, sono ricche di fini analisi di personaggi che con pochi tratti colgono sfumature e mutamenti. Mentre, però, per la parte che riguarda la classe dirigente italiana Spadolini mostra di tener conto e di comprendere la globalità delle sue motivazioni, non sempre nell'esani inar e l'atteggiamento della Chiesa vengono colte e considerate le ragioni profonde della sua azione, specie quelle di ordine spirituale, o vengono considerate cerchie più vaste degli ambienti di Curia.47) Ciò dipende dal rigido separatismo che ispira Spadolini, da una certa incomprensione per i valori della religione rivelata e dalla riduzione e sottomissione del sentimento religioso, inteso alla maniera crociana del non possiamo non dirci cristiani , alla stessa coscienza laica del mondo moderno: credente in quel "Dio che a tutti è Giove", come diceva Torquato Tasso. E che è poi il Dio della libertà e della tolleranza.4 Quindi si ha l'impressione che tutta la storia dei rapporti tra Stato e Chiesa sia giudicata alla luce di formule tipo Il Tevere più largo o Le due Rome o La conciliazione silenziosa , per cui si è assolti o condannati a seconda se si opera per esse o meno. L'ammirazione per Gioiitti è sintomatica: si apprezza lo statista delle parallele che non si incontrano mai , che pensava che il problema dei cattolici e della questione romana si riducesse ad avere un buon commissario di Borgo e buoni prefetti che negoziassero il voto dei cattolici. Non c'è certo in Spadolini incomprensione o disinteresse per il mondo cattolico, ma sembra che la cosa migliore che esso possa fare sia avvicinarsi al liberalismo e dissolversi nel separatismo. Così la conciliazione può essere solo silenziosa, cioè un silenzioso abbandono da parte della Chiesa delle sue posizioni, altrimenti è un tradimento del Risorgimento, che Spadolini vede in blocco solo come espressione dello spirito laico. Nel Papato socialista,49) Spadolini afferma
46) Della vastissima produzione dello Spadolini ricordiamo, come specificamente dedicati alla Questione Romana, che pure entra necessariamente nella trattazione di altre opere che qui non citiamo, la raccolta di saggi Le due Rome, Firenze, 1973; la raccolta di articoli // Tevere più largo, Milano, 1967; il volume 11 cardinale Gasparri e la Questuine Romana. Firenze, 1972.
47) Ci sembra opportuna l'osservazione di G. CAPUTO, La Chiesa e Vltalia 1870*71, in Clio, a. VI (1970), n. 1-4, pp. 61-68: Libero, in altri termini, lo storico laico di ritenere che la Chiesa non sia che un'istituzione fra le effimere istituzioni che sorgono e tramontano nel tempo: ma non libero di dimenticare che essa asserisce di volersi proiettare nell'Eterno: e che, in funzione di questa sua volontà di proiettarsi nell'eterno, progetta le sue attività, delibera le proprie scelte .
**) Le due Rome cit., p, XXV.
4W G, SPADOLINI, II Papato socialista, Milano, 1950. Interpretando il Concilio Vaticano II, Spadolini crederà poi di vedervi un'apertura al separatismo, ma questo esula dalle ricostruzioni del periodo storico che ci interessa.