Rassegna storica del Risorgimento

QUESTIONE ROMANA; STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1978>   pagina <401>
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la sulla Questione Romana
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Altri due Gesuiti hanno dato contributi storiografici originali. Salvatore Lener5 > per contestare la legittimità dell'operato piemontese e giustificare l'op­posizione della Chiesa ricorre ad una analisi storico-giuridica volta a dimostrare che l'Italia fu radicalmente mal fatta , con una serie di atti anti-gìuridici per cui all'affrettata costruzione politica proclamata nel 1861 Regno d'Italia man­cava la base storico-giuridica di una costituzione materiale, ottenibile solo pro­cedendo con il consenso dei cattolici ed evitando il conflitto con la Chiesa. An­che qui, secondo le linee della più recente storiografia cattolica, la Questione Romana viene ricollegata al sorgere e all'agire del movimento cattolico. Angelo Martini, attraverso lo studio di aspetti internazionali minori della Questione Ro­mana, la esclusione della S. Sede per opera dell'Italia dalle conferenze interna­zionali, vuol dimostrare come mentre nella S. Sede si veniva operando una reale evoluzione, nella classe dirigente, nei governi ed in talune ben precisate sfere di cittadini, si rifuggisse dal pensiero di giungere ad una soluzione defi­nitiva della Questione Romana, lasciando intatti principi di laicismo anticleri­cale ormai superati dalla evoluzione politica del paese e dal cambiamento del­l'opinione pubblica .W) Secondo Martini l'ostinazione dello Stato italiano nel voler escludere la S. Sede dalle conferenze internazionali gli causava perdita di prestigio all'estero e vanificava all'interno gli effetti benefici che avrebbe avuto un gesto distensivo.
La pregevolissima opera del Pirri non trovò in campo cattolico dei conti­nuatori. Nel 1959 l'Università Cattolica tenne il suo XXXI corso di aggiorna­mento sul tema L'Unità d'Italia e i cattolici italiani , ma più che indicare nuovi impegni di ricerca, ci si limitò a puntualizzare la posizione cattolica alla luce degli studi già noti. Come già ricordato, il Masse ribadiva nel 1961 le stesse posizioni del 1946. Mons. Mencucci, in lezioni destinate all'educazione del clero, esprimeva riserve sulla biografia di Pio IX dell'Aubert, che rappresentava il frutto più recente della storiografia cattolica su quel Pontefice.61) La svolta del Concilio, mentre favoriva gli studi sul movimento cattolico, accentuava il disin­teresse, o l'imbarazzo, per le questioni di vertice, dato che, se le costituzioni conciliari sembravano delineare una nuova linea separatista, in pratica, partico­larmente in Italia, si insiste, da parte della Chiesa, nel voler mantenere il re­gime concordatario. Sembra, quindi, che da parte della storiografia cattolica si preferisca non riaprire una questione chiusa.62) Per troppo tempo i cattolici hanno scritto solo opere di interpretazione ideologica degli avvenimenti, tra­scurando la ricerca documentaria, per cui guardando a tutte le opere esaminate non si può non riconfermare ancora oggi il giudizio che La lacuna della sto­riografia laica non viene colmata da opere scritte da cattolici : anzi, queste, dal lato storiografico, sono generalmente inferiori a quelle degli storici laici dense di pensiero e ricche di senso storico nei loro genere .63)
S9) S. LENER S.J., La formazione dell'unità d'Italia e i cattolici italiani, Roma, 1961.
*f) A. MASTINI S.J., Studi sulla questione romana e la conciliazione, Roma, 1963.
61> A. MENCUCCI, Pio IX e il Risorgimento, Senigallia, 1964.
62) Cfr. C. PAVONE, Italy: trends and problema, in Journal of Contemporary History, a. II (1967), n. 1, pp. 49-77.
P. E. PAPA, Il movimento cattolico italiano post-unitario nei contributi di F. Fonzi, in La Civiltà Cattolica, a. CV (1954), voi. 1, pp. 149-209.