Rassegna storica del Risorgimento

CHIOGGIA STORIA 1849-1866
anno <1978>   pagina <413>
immagine non disponibile

Ckioggia dal 1849 al 1866 413
L'allineamento del clero fu immediato; il 31 agosto, infatti, la Curia vesco-vile indirizzava ai parroci la seguente circolare: Le accompagno un esem­plare a Stampa della pastorale di monsignor vescovo con cui ordina un solenne ringraziamento al Signore che ci ha liberati da tante angustie e ci ha ridonata la pace. La prevengo d'ordine dello stesso monsignore che sia ripigliato nella messa il lunedì l'Oremus pel nostro sovrano Francesco Giuseppe ed il nome nel Canone! .13)
Il 22 settembre s'intonò in cattedrale il Te deum.W La Chiesa in tal modo si rendeva interprete dello stato d'animo dei fedeli. Non era un mutamento po­litico repentino, i preti, che nel '48 erano stati eletti deputati dai comizi parroc­chiali con l'approvazione dello stesso vescovo, avevano aderito in sostanza al programma giohertiano seguendo l'indirizzo politico, che veniva da Roma, in­terpretato in modo emotivo, grazie alla sua ambiguità.
Erano seguiti ben presto i * distinguo '. In sede locale si prendevano gra­dualmente le distanze. Da Venezia la commissione redattrice del Giornale Àsmodeo, pubblicato a beneficio della patria, aveva chiesto il 29 gennaio '49 al vescovo De Foretti di far propaganda al foglio per mezzo dei parroci e dei sacerdoti, con un'imprudente quanto ingenua pressione: Quando il clero si strìnge col popolo in un vincolo di fratellanza che gli fu imposto da Cristo e non fn che sconfessata da coloro che strisciarono al piede dei grandi, allora il popolo diventa religioso e di buon grado si lascia condurre da un dogma che non principia col rinnegare i dettami della ragione . Naturalmente il vescovo aveva risposto che la Curia non ne era competente.15J
Quale doveva essere la posizione dei preti tra i combattenti, da quando essi si erano ritirati dagli organi politici? Nel maggio del '49 il cardinale Anto-nelli faceva conoscere, tramite la sede patriarcale di Venezia, la posizione dei cappellani militari: dovevano unicamente non far mancare alle milizie gli aiuti spirituali; quanto ai cappellani pontifici essi erano del tutto privi di qualsiasi autorizzazione a svolgere la loro attività tra le truppe. 16>
Nel 1850 il vescovo rispondeva affermativamente a due circolari della pre­fettura, in cui si richiedeva la non ingerenza dei clero in politica.L7) Due anni dopo veniva imposto alla Curia l'allontanamento di tre insegnanti del locale Seminario (don Angelo Zennaro, don Giacinto Monaro e l'abate Giacinto Nor-dio). Il vescovo esegui l'ordine della polizia e, poiché uno degli esonerati, don Giacinto Monaro, era stato inviato nel Seminario di Padova con altri per miglio­rare il livello di preparazione del clero clodiense, sospettando che quel soggiorno l'avesse guastato politicamente, rinunciò a mandarne degli altri.18) Che quello della polizia fosse un provvedimento monitorio, sostanzialmente inutile, lo prova il fatto che i colpiti inviarono (senza esito) suppliche e proteste di fé-
13 P.d.0., Cartella unica.
,4> RAZZA, Storia popolare cit., U, p. 210.
15) A.C.V.C., De Foretti Carteggio riservato, 1843-49, h. 43424. Risposta-appunto del
3. febbraio.
tó) A.C.V.C, De Foretti, Carteggio riservalo, 184319, b. 43-424. Comunicazione della sede patriarcale di Venezia.
É5 A.C.V.C, De Foretti, Carteggio riservato, 1850-59, b. 44425. Lettere da Venezia 18 ottobre e 21 ottobre 1850. Minuta del vescovo di adesione, 6 novembre 1850.
U) RAZZA, Storia popolare cit., II, p. 221