Rassegna storica del Risorgimento
CHIOGGIA STORIA 1849-1866
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1978
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Pietro Giorgio Lombardo
deità.I9) Gli altri, compromessi nei fatti del '48, non avevano difficoltà ad essere generosamente perdonati. 2)
Fu destituito dall'insegnamento in Seminario don Antonio Vatta nel 1855, considerato dopo il '66 un patriota, vittima d'un clero reazionario.21 La verità è ben diversa: a più riprese era stato amorevolmente ammonito perché corrotto e corruttore fin dal tempo del vescovo Savorin (1838); era stato salvato anche dalla prigione, perché debitore insolvente del tipografo libraio Lorenzo Gattei di Venezia. Più volte sospeso a divinis, non trasse alcun beneficio dai periodi di penitenza trascorsi in un convento a Venezia. Fu accolto tra pochi anticlericali, seguiti stolidamente dal partito liberale e così fu fabbricato un martire.23)
Dalle carte esaminate non emergono momenti di tensione tra il clero e l'autorità austriaca. Certamente su un determinato problema la Curia non ottenne alcuna soddisfazione. Veniamo al fatto. H vescovo aveva invitato l'i.r. commissario a porre un freno ai così detti casini di meretrici: che fosse vietato a quelle donne ogni luogo pubblico e impedito a giovani di far da accompagnatori dei forestieri; c'era poi la necessità che la polizia sorvegliasse i luoghi di prostituzione per evitare risse.24J L'i.r. commissario aveva risposto che gli stava a cuore la pubblica moralità, ma, a parte il fatto che la città fu sempre singolare per scostumatezza , non aveva né i mezzi, né l'autorità per porvi rimedio. In questo modo, assai discutibile, copriva uomini della polizia e della truppa, che erano tra i frequentatori più assidui di quelle donne.26* L'indagine della Curia sulla prostituzione era sorta grazie allo zelo moralista del vicario di S. Andrea, che se n'era occupato nel '53, informandone il vescovo, il quale aveva inviato un questionario ai parroci della città.27) Nell'estate dell'anno seguente, il 1854 (quello in cui fu proclamato il dogma dell'Immacolata Concezione), i risultati dell'inchiesta davano quanto segue. 2
Nella parrocchia del duomo non esistevano casini, le meretrici erano tre o quattro, di cui due segnalate con nome e cognome Nella parrocchia di S. Giacomo i casini erano 12, le meretrici 32, ma nell'elenco figuravano nomi e cognomi con gli indirizzi di 71, incluse anche quelle che non appartenevano alla par-
**> A.C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato, 1850-59, b. 44-425. Copia dello lettere all'imperatore di don G* Monaro e di don A. Zezmaro.
2*9 A.C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato, 1850-59, b. 44-425. Condono imperiale a don Pietro Arrigoni, lettera 23 giugno 1857.
2*) SCARPA, L'atteggiamento del clero cit., p. 238. Si veda anche di tale lavoro la segnalazione fatta dal sottoscritto in Archivio veneto, s. V, CVH (1976). p. 171.
22) A.C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato, 1860-66, b. 45-426. Un fascicolo riguarda il Vatta. H caso si apre con una denuncia anonima dell'8 aprile 1859 (l'anonimo ai qualifica un sacerdote ) e l'indagine risale ai precedenti del 1838.
23) Si vedano i discorsi deliranti di R. Scarpa, G. Tiozzo, P. Bonivento e G. Sambo in Raccolta. Epigrafi e discorsi pronunciati in morte di Antonio prof. Vatta clodiense, Chiog-gia, 1876. Non era neppure elodiense , perché nato a Trieste nel 1819 da genitore che non era chioggiotto.
20 A .C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato 1860*66, b. 45-426. Minuta della lettera del vescovo ail'i.r. commissario, 2 agosto 1854.
25> A .C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato, 1860-66, b. 45-426. Lettera dell'i .r. commissario al vescovo, 20 agosto 1854.
26) S. Andrea, b. Varie, Copia delle lettere 18 maggio 1853 all'i-r. commissario e 22 giugno 1854 al vescovo.
27) S. Andrea, b. Varie, Nota della Curia, 18 luglio 1854.
2) A.C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato, 1860-66, b. 45-426.