Rassegna storica del Risorgimento

CHIOGGIA STORIA 1849-1866
anno <1978>   pagina <416>
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416 Pietro Giorgio Lombardo
Per ritornare ai rapporti polizia-clero, bisogna dire che ci fu collaborazione. Per essere precisi, la sorveglianza della polizia sembra muoversi spesso su in­formazioni perentoriamente richieste o sollecitate in modo accattivante presso la Curia e le parrocchie. Le informazioni date sono contenute e poco compia­centi, ma ciò non significa una larvata forma di resistenza; i due poteri avevano obiettivi comuni: controllare e contenere i sovversivi. La generazione del *48, alludo a quelli che avevano guidato la rivolta, si è dispersa: i preti si sono riti­rati, i soliti camaleonti hanno mutato colore, alcuni sono andati fuori Chioggia, altri hanno smesso di far politica. Tra le carte da me consultate non c'è trac­cia delle nuove leve di ribelli, dei giovani per intenderci, che pur ci furono.
Ecco un caso di disimpegno politico. Tra il *52 e il '53 Fi.r. commissario si occupa del dottor Domenico Andrea Renier, figura di primo piano nei moti del '48, e attinge notizie presso il vicario di S. Andrea.4,) Il carteggio non ci dice il motivo di tanto interesse, che ci sarà rivelato non dal suo biografo,42* né dallo storico locale spesso imbarazzato nel dire la verità, 43> ma da un libello polemico scritto anni dopo.445 In breve, il Renier, invischiato in un amore extraconiugale, soprattutto occupato nella sua attività professionale svolta come ricerca e assorto nella compilazione di una serie di studi medici.45) aveva chiesto l'autorizzazione di dedicare l'opera all'imperatore. E la polizia dopo una meticolosa indagine aveva respinto l'offerta del pubblico peccatore. Il Renier aveva in seguito gene­rosamente destinato gli utili della vendita dei suoi studi all'erigendo tempio vo­tivo in Vienna per lo scampato pericolo da parte dell'imperatore in un atten­tato. **
Da Venezia giunge l'elogio per il contegno del clero della diocesi di Chiog-già, anche per quei sacerdoti noti per i loro trascorsi politici, naturalmente la prudenza non era mai troppa, era meglio affidare loro dei posti subalterni.47)
In periferia, tuttavia, non mancava qualche spina. A Cavarzere una mino­ranza non voleva che fosse eletto arciprete don Angelo Belioni, ligio al vescovo
puellae tune modeste vestiantur... , cfr. Decreta et constitutiones synodi dioecesanae Ciò-diensls post duo saecula prìmae habitué anno MDCCCLXIII ab illustrissimo et reverendis­simo d. d. Iacopo De Foretti Dei et Apostolicae Sedis grafia episcopo Clodiensi praelato do­mestico et pontificio solio assistente oc cornile Romano* Clodiae MDCCCLXIII, p. 63.
*) LOMBARDO, Nuove ricerche su Carlo Bullo cit., p. 47. RAZZA, Storia popolare cit.. II, pp. 231-232.
4,) S. Andrea, b. Varie, Riguarda Domenico Andrea Renier un carteggio tenuto tra il 1852 e il 1853. Il Renier riconobbe i due figli il 15 febbraio 1856 (A.C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato, 1850-59. b. 44-425).
42> C. BULLO, Domenico Andrea Renier, in L'Ateneo veneto, XXIII, 2 (1900), pp. 39-55.
**) RAZZA, Storia popolare cit., II, p. 231.
W F. Non DIO, L'amministrazione della giunta municipale dal 25 febbraio 1867 al 9 giugno 1869, Chioggia. 1869, p. 15.
*) Vedi nota n. 4.
Attentato del sarto ungherese Libenyi nel 1853, si veda A. WANDHUSZKA, L'Austria dopo Viltà/ranca, in Atti del XLII Congresso di storia del Risorgimento italiano (Ravenna 2-5 ottobre 1965), Roma, 1966, p. 53.
A.C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato, 1850-59, b. 44-425. Il 20 settembre 1856 il vescovo inviava all'autorità di polizia in Venezia Va elenco del clero della diocesi di Chioggia coi potrebbe essere conferita qualche prebenda, od essere impiegato nella pubblica istruzione. Sono 65 sacerdoti con le generalità e ufficio ricoperto. Da Venezia si approva il comportamento del clero, lettera 20 marzo 1857.