Rassegna storica del Risorgimento
CHIOGGIA STORIA 1849-1866
anno
<
1978
>
pagina
<
418
>
418
Pietro Giorgio Lombardo
Le campane fanno paura alla polizia e all'autorità militare: sono solo un simbolo rivoluzionario? Leggo che nel 1852 nuovi e robusti ordini superiori vogliono cessare l'abuso del suono delle campane in occasione di temporali, pratica pericolosa che ha fatto e fa deplorare delle vittime... . *> H pericolo era reale? Nel 1858 un fulmine colpì la cupola del campanile del duomo bloccando il funzionamento delle campane. P Ci furono soprattutto motivi d'ordine pubblico a limitare il suono delle campane e a far sorvegliare i campanili. Sollecitato da Venezia e dall'autorità militare di stanza a Chioggia, l'i.r. commissario chiede che siano limitati i tocchi delle campane per ottenere lo scopo voluto dall'auto* rità militare . Alla vigilia della proclamazione del regno d'Italia il nervosismo ha contagiato forse l'apatico i.r. commissario, che il 13 novembre 1861 manda ai parroci la seguente circolare:
Si teme che il partito sovversivo intenda di festeggiare domani il giorno natalizio del re Vittorio Emanuele. Per impedire i temuti disordini, l'i.r. consigliere aulico direttore di polizia, fra le varie istruzioni, che mi diede con ossequiata ordinanza 11 andante n. 2619 p.r., mi incaricò anche di disporre, che domani non venga celebrata alcuna straordinaria funzione ecclesiastica oltre le solite messe e di rendere responsabili i reverendi parrochi della opportuna custodia dei campanili, onde non vi vengano esposte bandiere ed altri segni rivoluzionari. Non dubito che ella reverendo vicario parrocchiale amante com'è dell'ordine vorrà uniformarsi al volere dell'autorità superiore .
Ancora il 31 maggio 1861 il vicario di S. Andrea è invitato a voler sotto sua responsabilità tenere ben custodite da oggi a tutto il giorno tre giugno p.v. le chiavi dei campanili della sua parrocchia, affinché nessuno possa entrarvi clan-destinamente ed inalberarvi dei segni rivoluzionari .
Ma l'azione poliziesca, mirante a prevenire atti eversivi, non sembra corrispondere ad una reale situazione; nel 1853, al tempo dell'attentato all'imperatore, la polizia s'era affannata a raccomandare al vescovo affinché i sacerdoti tranquillizzassero gli animi; 61) non ce n'era bisogno.
Il controllo sul clero veneto deviarne è continuo, si segnalano puntualmente i preti che non sono autorizzati a predicare e quelli da sorvegliare, tanto che, se non avessimo dati sicuri, si potrebbe pensare ad una numerosa e pericolosa quinta colonna. Invece si tratta, se consideriamo il 1852, solo di 28 religiosi, isolati, che indubbiamente si trovano in difficoltà.62) Anche i richiami ai parroci per i matrimoni contratti a scopo di evitare il servizio militare63) non devono fuorviare: questi matrimoni non significano alcuna resistenza popolare all'Au
sa) S. Andrea, b. Forte, Circolare del podestà, 29 giugno 1852.
57) p.d.O., Cartella unica. Manifesto a stampa del vescovo per raccogliere casa per casa elemosine prò campanile, 10 settembre 1858.
S*) S. Andrea, b. Varie, Lettera dell'i.r. commissario, 28 giugno 1859.
W S. Andrea, b. Varie.
*> Ibidem.
6i) A.C.V.C., De Foretti, Carteggio riservato, 1850-59, b. 44-425. Lettera 25 marzo 1853.
62) A.C.V.C, De Foretti, Carteggio riservato, 1850-59, b. 44-425. Lettera dell'i.r. direzione centrale d'ordine pubblico, 6 gennaio 1852, in cui ai legge l'elenco dei sacerdoti, ai quali è proibito predicare: 3 da Treviso, 12 da Vicenza, 2 da Verona, 1 da Padova e 10 da Udine.
63) S, Andrea, b. Curia Vescovile 1841-900, Circolare dell*i.r. luogotenenza del regno Lombardo-Veneto n. 16218, comunicata alla Curia il 30 giugno 1863. Si veda anche la circolare precedente 11 marzo 1841 dello stesso argomento in S. Andrea, b. Varie,