Rassegna storica del Risorgimento

MALON BENO?T; MALON BENO?T SCRITTI; SOCIALISMO ITALIA 1872-1892
anno <1978>   pagina <427>
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B. Malori e il socialismo in Italia
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Ora per diffondere queste idee collettiviste tra i lavoratori italiani Malon dettò per La Plebe alcuni saggi a carattere storico5) nei quali sosteneva l'esi­stenza di un collettivismo antico o uguaglianza primitiva o comunismo universale fra gli uomini, seguito ben presto da un processo di dissocializza zione della proprietà territoriale e di appropriazione da parte delle classi dominanti (teocrati, militari ecc.) che s'impadronirono della terra, degli stru­menti di lavoro e anche delle persone. La massa generale discese così allo stato di cosa, le diversità personali si trasformarono sempre più in ine­guaglianze e le ineguaglianze sociali furono considerate il risultato delle ineguaglianze personali . Toccò ai più antichi pensatori sociali dimostrare che le ineguaglianze intellettuali, morali e fìsiche erano state potenziate, se non create, dalla differenza di condizione e di sviluppo.
Malon ricorda i pitagorici e soprattutto Platone, che però non definiva utopisti, ma riformatori, o meglio riparatori, ansiosi di restituire al popolo il bene che gli era stato rubato . A tutti costoro attribuiva il merito di avere animato la protesta comunista che, fin dalle prime manifestazioni dell'umana civiltà, non sarebbe mancata di affermarsi sia sotto il profilo teorico, sia sotto quello pratico.
Malon era pure convinto che, dopo migliaia d'anni di scellerate usurpa­zioni , fosse ancora possibile riconoscere importanti vestigi di collettivismo antico . Ricordava perciò la comunità indiana basata sulla negazione della pro­prietà privata; il suolo giapponese censito come proprietà nazionale; le fra­tellanze francesi che lavoravano la terra in comune; le masserie della pro­vincia di Como, residui di antiche unioni comunaliste molto simili alle fra­tellanze francesi e alle Hauskmmunionen tedesche; la proprietà sarda nella sua organizzazione anteriore al 1820.6)
Con questa e altre reminiscenze storiche, egli intendeva dimostrare che
prìetà. ma la trasforma... Non ammette uno Stato onnipotente, ma riconosce la giustizia della collettività federale . L'adesione de La Plebe al collettivismo maloniano si rivelò i neondizionata.
5) Senza tenere conto delle numerose pagine che il Malon dedicò all'Italia nelle due edizioni deWHistoire du socialisme, ricorderemo: I: Passato, presente e avvenire del so­cialismo, in. 19 puntate, interrotte perché il periodico sospese provvisoriamente le pubbli­cazioni, a causa dell'arresto del Bignami. Nel 1875 questo scritto venne raccolto in opu­scolo di 119 pagine con il titolo: Il socialismo, suo passato, suo presente e suo avvenire t n. 2 della Serie ir Biblioteca Socfcljsta Italiana , da non confondere con l'altra Serie Bi­blioteca Socialista ). Appena in circolazione, il volumetto venne sequestrato. Estinta l'azione penale <t per prescrizione , l'Agenzia de La Plebe lo pose liberamente in vendita, nel marzo del 1876, al prezzo di lire una. In pochi mesi fu esaurito e si procedette ad una ristampa nel mese di luglio XI: Il partito socialista in Italia, in 6 puntate, interrotte a causa delle malferme condizioni di salute di Malon. Ili: Storia generale del socialismo, in 3 puntate, interrotte per la mole e perché si annunciava prossima la pubblicazione dell'Hìstoire, di cui La Plebe, con quelle puntate, anticipava, sia pure in misura irrilevante (ma in lingua italiana) qualche argomento.
6) B. MAISON, Storia generale del socialismo, in La Plebe, 12 gennaio 1879, n. 1: <t Non è più di mezzo secolo in cui la proprietà Sarda era così organizzata: una vasta parte di suolo apparteneva al comune il quale l'affittava ai particolari; l'altra parte appar­teneva a questi ultimi, ma colle seguenti restrizioni: il proprietario non poteva coltivare la sua terra che un anno su tre: gli altri due appartenevano ai pascolo comune. Allorquando nel 1820-1823, il governo piemontese impose ai Sardi la proprietà individuale, incontrò una viva resistenza .