Rassegna storica del Risorgimento

MALON BENO?T; MALON BENO?T SCRITTI; SOCIALISMO ITALIA 1872-1892
anno <1978>   pagina <428>
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Letterio Briguglio
solo il XIX secolo era veramente l'epoca dei Collettivismo, e che questo, auto­revole garante della libertà dell'individuo, del gruppo, del Comune e della solidarietà sociale era ben altro che una contraffazione belga del comunismo tedesco, secondo la sgradevole frase di un marxista 3>.8) La sgradevole frase era stata pronunciata da Paul Lafargue, genero di Marx, probabilmente a causa dell'atteggiamento critico tenuto da Malon nei riguardi del marxismo, di cui può essere considerato imo dei primi revisionisti. Malon e i numerosi maloniani lombardi e siculi degli anni '80 non pretesero di mettere in soffitta il socia­lismo scientifico. Di questo, però, respingevano il fatalismo storico e tutto ciò che, a loro giudizio, fosse in contrasto con il superiore movente etico .
Malon conobbe Marx ed Engels, tramite Jules Guesde, durante l'esilio 9) e, per breve tempo, si convertì al marxismo che gli si presentò sotto gli auspici di una preziosa riconciliazione politica . E, pur essendo consapevole della diffe­renza esistente fra il materialismo storico ed economico e il suo socialismo inte­grale si decise tuttavia, provvisoriamente, per il socialismo scientifico. Come si vede la momentanea accettazione del marxismo da parte di Malon fu condi­zionata da valutazioni contingenti, non avendo egli mai rinunciato a poche obbie­zioni di fondo che sarà opportuno riassumere.
Se la lotta di classe è uno dei fattori più grandi della storia, essa, però, non la domina sempre. Giustizia, Diritto, Libertà, Euguaglianza e Fratellanza non sono chiacchiere borghesi come pretendono i marxisti che, insistendo sugli interessi di classe, finiscono con il rimpicciolire la questione sociale. È vero che l'iniquità economica è la più appariscente, ma non è la sola iniquità da com­battere. Il socialismo non deve eliminare soltanto lo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, ma anche tutte le rimanenti forme di egoismo. Per raggiungere tale vasto obbiettivo, esso non può e non deve mobilitare solo i proletari indu­striali e i salariati, ma anche tutti quelli che soffrono e che sperano. A questo innumerevole esercito non bisogna parlare soltanto di vantaggi materiali e di interesse di classe, non essendo quest'ultimo un impulso sufficiente per spingere le masse alla soppressione delle secolari ingiustizie. Il marxismo ebbe quindi il torto di attingere all'interesse del ventre, respingendo il superiore movente etico. Come scriveva il suo amico Gustave Rouanet lo spirito di abnegazione, di sacrificio, le alte virtù morali, fattrici innegabili del progresso umano, che il socialismo è chiamato a far entrare in un nuovo ciclo, rappresentano la lacuna del socialismo marxista contemporaneo .iG) Malon, u mani zza tore e moralizza­tore dell'economia, voleva appunto trasformare il socialismo inteso, come una questione esclusivamente economica, in una questione umana: noi dobbiamo
7) Questa corrente o et scuola del Socialismo, ripeteva Malon, fu fondata dal belga barone Jean-Hippolyte de Colina (1793-1859), trovò nel * collettivismo industriale di Constantin Pecqueur, Francois Vidal e Louis Blanc i più illustri esponenti e, grazie al <t collettivismo misto del belga Cesar De Paepe, conobbe la sua parabola ascendente durante i primi congressi dell'Internattìonale a Bruxelles (1868) e a Basilea (1869). Successivamente, sotto forma di ce collettivismo rivoluzionario , influenzò il movimento operaio francese fino alla costituzione del Partito operaio egemonizzato da Guesde e dallo stesso Malon.
W B. MALON, Le socialismo integrai, Paris, 1890, voi. I, p. 318.
"> a II me rapproeba de Lafargue et par suite de Marx et d'Engels. Cela étant, ma réquentation des philosophes et des socialiste allemanda devait avoir pour aboutissant naturel mon adhésion au marxisme qui se presenta à moi sous les auspices d'une précieuse réconciliation politique v. La Revue socialiste, Janvier 1887, n. 25, to. 5, p. 46.
i> B. MALON, Il socialismo. Compendio storico, teorico, pratico, II ed., a cura di E, Bignami, Milano, 1895, pp. 148-149.