Rassegna storica del Risorgimento
MALON BENO?T; MALON BENO?T SCRITTI; SOCIALISMO ITALIA 1872-1892
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1978
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Letterio Briguglio
Un discorso analogo faceva anche per i contadini che guadagnavano nn salario medio di lire 1,20 e che, più degli altri proletari, non sembravano posse* dere alcuna nozione dei loro diritti alla giustizia sociale. I ragazzi poi (e qui polemizzava con il Bertani) dovevano lavorare 14 ore per guadagnare un salario oscillante fra i 30 e i 50 centesimi al giorno, domeniche e feste comprese.
A queste insopportabili sofferenze sociali si aggiungeva la mancanza (giusto nella patria di Vico, di Campanella, di Filangieri e di Romagnosi) di un grande iniziatore socialista, ragion per cui l'Italia non ebbe alcuna parte nella fondazione dell'Internazionale, né fu in grado di partecipare ai suoi primi con* gressi.U) Solo nel 1867 {sic) Bakunin fondò a Napoli la prima Sezione italiana dell'Internazionale,14) senza continuare, però, la dovuta attività propagandistica. Preferi inserirsi nella Lega per la Libertà e la Pace, che lo vide impegnato dalla fine del '67 al settembre del '68 (congresso di Berna). Uscito da tale associazione per l'insanabile contrasto con i rappresentanti della democrazia radicale, fondò l'Alleanza Internazionale della Democrazia Socialista, che fu sciolta nel 1871. Bakunin quindi, e quasi tutti gli altri socialisti che avevano fondato la sezione di Napoli, trascurarono la loro creatura per l'Alleanza, atteggiamento questo piuttosto grave se si considera che, prima della Comune di Parigi, l'Internazionale in Italia poteva contare soltanto sulla sezione di Napoli. Malon era d'avviso che qualche gruppo operaio romagnolo avesse letto qualcosa di Carlo Pisa-cane e che perciò si fosse convinto della necessità di una trasformazione sociale. Ma poi scrisse che le idee di Pisacane non furono conosciute dai socialisti italiani dell'effervescente epoca bakuniniana che va dal 1868 al 1873 , nono* atante la grande rassomiglianza che esisteva fra il collettivismo anarchico di Bakunin e il socialismo rivoluzionario di Pisacane.,5)
Ma in Italia, caso unico , se si esclude la Spagna, avevano operato e continuavano ad operare in direzione più o meno collettivista migliaia di giovani della borghesia, già repubblicani e ora borghesi socialisti che vivevano unicamente del loro lavoro e che stavano in mezzo fra la borghesia e il prole-
13) Solo al congresso di Losanna (1867) fu presente un delegato italiano, Gaspare Stampa che, però, chiarisce Malon, rappresentava un numero indeterminato di Società di Mutuo Soccorso, le quali non avevano ancora compresa la differenza che esisteva fra il loro programma, puramente filantropico, ed il programma emancipatore della grande Associazione . La Plebe, ibidem. Cfr. L. VALUTO, La lotta sociale e l'avvento della democrazia sodale in Italia (1876-1915), Torino, 1976, p. 15.
14) ormai noto che la Sezione di Napoli nacque ufficialmente il 31 gennaio 1869. Ma, secondo Aldo Romano, doveva trattarsi di una ricostituzione . Egli non esclude che piccoli gruppi politici e qualche Società operaia, seguendo l'esempio dell'associazione libertà e Giustìzia, si fossero orientati verso PAJX., mentre Bakunin segnava il passo alla Lega per la pace . Ora l'associazione Libertà e Giustizia si costituì il 3 aprile 1867. Recentemente Alfonso Scirocco, in polemica con il Romano, ha insistito sugli immancabili rapporti fra Bakunin e il gruppo napoletano che diede vita a questa associazione. H Malon, identificando o confondendo libertà e Giustizia con la Sezione napoletana, costituita ufficialmente due anni dopo, sembra confortare la tesi di Scirocco. A. ROMANO, L'Unità italiana e la Prima Internazionale 1860-1871, Bari, 1966, pp. 378-379, 396. A. SCIROCCO, Democrazia e socialismo in Napoli dopo l'Unità 1860-1878, Napoli, 1973, p. 190 sgg.
15) Fra le concordanze segnalava il comunàlismo economico, come scopo, e la propaganda col fatto, come mezzo. La completa ignoranza del socialismo di Pisacane da parte di Bakunin gli sembrava, pero, assai strana, essendo stato il Fanelli e altri molto vicini all'eroe di Sapri. B. MALON, Charles Pisacane, in Revue socialiste, novembre 1888, to. 8, n. 47, p. 474.