Rassegna storica del Risorgimento
MALON BENO?T; MALON BENO?T SCRITTI; SOCIALISMO ITALIA 1872-1892
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Letterio Briguglio
ranti rimasero quindi senza consigli e senza aiuti: invece di agire si filosofava, invece di gettarsi nella mischia, si congiurava . Malon non ignorava certamente che gli agitatori internazionalisti a Milano (sciopero generale del 6 agosto 1872) e altrove si fossero impegnati in prima persona, ma non per questo li riteneva capaci di gestire i conflitti di lavoro, dato il carattere spontaneistico delle loro iniziative. Poi vennero le sommosse della fame , un'occasione propizia per tentare la rivoluzione sociale. Ma non si mosse nessuno. Solo ai primi di agosto del 1874, e cioè dopo che il nuovo raccolto del frumento aveva fatto diminuire il prezzo del pane e che i tumulti popolari erano cessati, ebbe luogo il disastroso tentativo di Bologna. Centinaia di internazionalisti furono allora arrestati e la loro incipiente organizzazione venne distrutta.
Il Malon non attese che i fatti insurrezionali del 1877 scompaginassero completamente la vita e il lavoro delle sezioni per suggerire i rimedi che avrebbero potuto riorganizzare l'Internazionale in Italia, E siccome avvertiva l'urgenza dell'azione sindacale e di quella politica secondo il metodo sperimentale prò* prio del positivismo evoluzionistico, raccomandava caldamente la costituzione di un nuovo partito; un partito operaio completamente diverso dai partiti politici esistenti e quindi liberato dall'immorale protezione dei consortisti e dall'influenza del santo maestro nato a Genova : 19) È profonda mia convinzione così scriveva che in ciò sta l'avvenire di questa nazione. Che i lavoratori d'Italia vi pensino . Non più cospirazioni anarchiche dunque e nemmeno fiducia nei vecchi cospiratori patriottici propugnatori di una nuova religione senza diritti, ma solo organizzazione operaia, puramente operaia , la sola che avrebbe potuto impedire ai lavoratori italiani di lavorare ogni giorno tre ore di più per guadagnare la metà degli operai delle altre nazioni.20)
Malon respingeva lo stato politico autoritario e vi contrapponeva la organizzazione federale del basso in alto , sicché è stato riconosciuto che in questa fase particolare del suo pensiero, aspirazioni rivoluzionarie e convinzioni federaliste lo trovavano ancora legato alla concezione anarchica.21) Ma, a dire il vero, allora (1875) egli seguiva il collettivismo rivoluzionario per cui, nonostante avesse criticato severamente il metodo dell'insurrezione anarchica, tuttavia non era contrario ad una espropriazione razionale dei grandi possedimenti con metodi rivoluzionari:
Nei paesi così scrìveva ove la ricchezza nazionale trovasi nelle mani della aristocrazia nobile o clericale o finanziaria, come l'Inghilterra, la Spagna, l'Italia, l'Al-lemagna ed un po' il Belgio, la Danimarca, il Portogallo ecc., non havvi altro mezzo che la rivoluzione sociale, compita dalla maggioranza del popolo poiché la borghesia... non consentirà mai a far la parte del fuoco ed a scongiurare la rivoluzione con serie e radicali riforme.
In Francia bisognerà procedere con molta circospezione, poiché dovrassi urtare... contro tre milioni di contadini che possiedono ciascuno un piccolo bene.
Espropriando i grandi possedimenti, si dovrà lasciare a colui che lavora il suo campo colla sua famiglia, la libertà di disporre di quel campo, vita sua durante.22)
19) o. GNOCCHI VIANI, Le tre internazionali, Milano-Lodi-Roma, 1875, p. VII, nota. 2) B. MALON, Il socialismo, suo passato cit., prefazione.
21) G, CENSITO, Radicalismo e socialismo in Sicilia, 1860-1882, Messina, 1958, p. 312.
22) B. MALON, Il socialismo, suo passato cit., p. 87. Non diversamente pensavano e sentivano i più autorevoli collaboratori dei periodici: La Plebe, Il Povero e la Lince di Palermo, lo Scarafaggio di Trapani e II Nettuno di Rimini. Su quest'ultimo, ved. l'interessante saggio di R. ZANCHERI, Il Nettuno (1873-77) e il suo direttore Domenico Fran-