Rassegna storica del Risorgimento

MALON BENO?T; MALON BENO?T SCRITTI; SOCIALISMO ITALIA 1872-1892
anno <1978>   pagina <435>
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B. Malon e il socialismo in Italia
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Se non che il socialismo operaio lombardo, pnr vicino all'integralismo del Malon, si sforzò di conciliare legalitarismo e anarchismo ricorrendo ad una for­ma di compromesso: da una parte respingeva l'antiparl amen tariamo ad ogni costo, dall'altra accettava invece il parlamento come un male inevitabile, nella speranza che l'alienazione insita nella vita politica dei partiti si sciogliesse di fronte ad una concezione antiautoritaria ed essenzialmente etica della vita pub­blica. Il partito operaio italiano infatti, che non aveva alcun programma di governo, ma che aveva basato la sua azione su criteri di classe, respinse il par* lamentarismo ad ogni costo e riconobbe alle varie sezioni la piena autonomia, lasciandole decidere responsabilmente se accettare o rifiutare la lotta politica ed elettorale.31) Ora questa forma di parlamentarismo condizionato o responsa­bile è da mettere in relazione più con la vita politica e con le condizioni econo­miche dell'Italia, che con l'influenza di Malon, ormai in declino dopo il 1880. Quando si sente ripetere che Gnocchi Viani fu il Malon italiano , nel senso che anche lui si rivelò un socialista integrale e un collettivista antiautoritario, si dice cosa esatta. Ma occorrerebbe aggiungere che tale qualifica calzerebbe meglio ad altri maloniani italiani, come Enrico Bignarai e Salvatore Ingegneros Napolitano, che, a differenza di Gnocchi, non percorsero fino in fondo l'itine­rario dell'esclusivismo operaio. Essi infatti si rivelarono ben disposti a soluzioni genericamente possibiliste e non respinsero il partito politico; Gnocchi invece rifiutò fino al 1892 ogni partito politico, e il suo possibilismo sul terreno eletto­rale non andava oltre le candidature di protesta .
La fase discendente della parabola italiana di Malon venne giusto a coinci­dere con la nascita di quel Partito operaio che il socialista francese aveva tanto auspicato per l'emancipazione economica dei lavoratori dei nostro paese. Avve­niva così che il nuovo partito di Gnocchi (di Costantino Lazzari, di Alfredo Casati ecc.) recepiva il collettivismo rivoluzionario ed esclusivista, profes­sato, poco prima del 1880, dall'integralista francese, proprio quando questi si preparava ormai ad imboccare la via del collettivismo riformista . Né poteva succedere diversamente, se si considera che in Francia la maggior parte dei socialisti proveniva dalla piccola borghesia individualista e dalle piccole indu­strie. E se nell* esercito socialista di quel paese non mancavano naturalmente gli operai delle grandi industrie, costoro, per il sistema di tutela completa cui erano soggetti e per il lungo lavoro che veniva loro imposto, non erano in grado di fare partire la scintilla rivoluzionaria. Ecco perché il Partito operaio francese avrebbe dovuto puntare sull'organizzazione dei lavoratori indipendenti e sui socialisti che provenivano dalla piccola borghesia; con il loro aiuto si sarebbe potuto ottenere, per mezzo di scioperi, o altrimenti , la riduzione dell'orario
l'autorità di Pubblica Sicurezza non possa mai avere in mano tutta l'Associazione, e se per caso vi sono dei delatori non possano essere al corrente di tutto . Il questore gli rispose il giorno successivo: Il noto socialista B. Malon può avere benissimo consigliato a diversi amici che ha in Italia a fare assumere alle sezioni internazionali la organizzazione accennata. Giova per altro avvertire che lo stesso Malon è il cospiratore e capo del Socialismo Autori­tario che in Italia ha la sua sede in Milano, mentre in Firenze e nelle altre città della Toscana, il socialismo segue i precetti molto più radicali e sovente in disarmonia colla Scuola Maloniana (e marxiana però cancellato) cioè quelli anarchici tracciali dal Ba-kunine... Il Malon per conseguenza non può esercitare sui nostri socialisti veruna autorità, e segnatamente in Firenze non vi ha neppure amici personali .
3i) j>. PERÙ, J congressi del Partito operaio italiano Padova, 1972, pp. 83, 90-91. L. BJU60GUO, Il Partito operaio italiano e gU anarchici, Roma, 1969, passim. In., Congressi socialisti e tradizione operaista, 1892-1904, Padova, 1972, pp. 22-29.