Rassegna storica del Risorgimento
MALON BENO?T; MALON BENO?T SCRITTI; SOCIALISMO ITALIA 1872-1892
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1978
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Letterio Briguglio
di lavoro, onde consentire ai loro compagni delle grandi industrie di prepararsi alla lotta per trasformare la società.
La rivoluzione quindi, secondo Malon, non poteva attendere che i mezzi di produzione e di scambio fossero interamente feudaiizzati > dal modo di produ* zione capitalistico. Da qui la necessità di concentrare gli sforzi per dare corpo in Francia ad una grande corrente riformista capace di realizzare le riforme economiche più urgenti. Riforme che, a suo avviso, avrebbero potuto essere realizzate anche da un parlamento a maggioranza non collettivista, da un governo progressista, purché incalzato, nella sua azione, da una minoranza socialista. Malon era ormai da includere, per usare un'immagine di Antonio Labriola, fra i farmacisti della questione sociale >. *3)
Se l'evoluzione del francese dal collettivismo rivoluzionario a quello riformista * segnò praticamente la fine dell'influenza di Malon sul socialismo operaio lombardo, rimaneva tuttavia operante in Italia un'influenza indiretta Pensiamo in modo particolare alla concezione della rivoluzione come trasformazione sociale . Per nulla riducibile ad una semplice questione di plus valore , la rivoluzione sinonimo di trasformazione sociale, con la sua carica morale, filosofica, politica e anche economica, rappresentava infatti la negazione di qualsivoglia dittatura proletaria. I francesi, salvo i blanquisti e Guesde, fattosi marxista ortodosso, non la menzionavano da tempo nella loro agitazione quotidiana .34) La Plebe di Milano, nel pubblicare il programma del Partito socialista rivoluzionario di Romagna, fondato da Andrea Costa, soppresse tutti i periodi riguardante la dittatura del partito operajo , 35) e Gnocchi Viani precisava allora: Che il Socialismo ... possa redimere la società ammalata economicamente e moralmente, si: ma che tutto questo possa e debba essere il privilegio di una sola classe, non lo credo possibile, e se lo fosse, bisognerebbe adoperarsi per scansare il pericolo... la dittatura di una classe si risolve sempre nella dittatura di pochi uomini e talora anche di un uomo solo .36)
--) a Noi cosi Malon abbiamo un ausiliario possente nelle necessità della produzione moderna che, sempre più, concentra i capitali e agglomera gli uomini; ma se il partito operaio e i suoi alleati non intervengono, il movimento economico attuale si atrofizzerà in una forma feudale di produzione, forma che si vuole invece abbattere per inaugurare la civiltà socialista . Il Partito operaio e i suoi alleati avrebbero dovuto quindi mobilitarsi per dare scacco (faire échec) alla feudalità capitalistica, assicurando subito a tutti pane, lavoro, sicurezza dei domani e istruzione. B. MALON, Le socialisme riformiste, Paris, Derveux ed., 1886, p. 47. La Plebe, 26 aprile 1881, n. 13: Rivoluzione e industria.
33) Il Manifesto del partito comunista e i suoi interpreti, a cura di G. M. BRAVO, Roma, 1973, p. 104.
34) L. VALIANI, Questioni di storia del socialismo, Torino, 1975, p. 86.
35) La Plebe, 1881, a. XVI, n.s., n. 2: ce Abbiamo soppresso tutti i periodi relativi alla dittatura del partito operaio... Questo concetto, già ostico di per se stesso, lo diventa ancor più per la forma nella quale è espresso. Conveniamo cogli amici nostri nella disgraziata possibilità di una specie di brevissima dittatura all'indomani del trionfo della rivoluzione sociale (il Costa, nel programma del nuovo partito aveva parlato di ce dittatura temporanea delle classi lavoratrici ), ma non la vogliamo preconizzare fin d'ora e soprattutto investendone il solo quarto stato, quasi che caratteristica del grande avvenimento non dovesse essere la immediata cancellazione di tutte le divisioni di classe .
36) a Dittatura? concludeva Gnocchi ma sapete che la è una grave parola questa? Perdonatemi ma sembrami che questo concetto dittatoriale non consuoni molto coll'indole generale del Programma, che è, come si disse, a larghe vedute... La dittatura non è una eliminazione d'autorità, ma ne è una reintegrazione. E ciò è grave! . La Favilla,