Rassegna storica del Risorgimento
MALON BENO?T; MALON BENO?T SCRITTI; SOCIALISMO ITALIA 1872-1892
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1978
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B. Malori e il socialismo in Italia
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L'influenza indiretta (soprattutto su Gnocchi) giovò non poco al Partito operaio italiano, la cui fedeltà alla concezione integrale del socialismo francese gii impedì di naufragare in ristrette concezioni settoriali e corporativistiche. La questione sociale non venne così ridotta a mera questione operaia e il socialismo si ripresentò come un complesso di idee filosofiche, scientifiche, sociali aperte e strettamente legate all'insopprimibile binomio: Uguaglianza e Libertà.
Ora se l'influenza (diretta e indiretta) di Malon sul nostro socialismo gli conferì un caraterre di integralità e di autonomia tali da rendere impossibile ogni ipoteca di tipo marxista e bakuninista; se lo aiutò a valutare e ad accogliere gli insegnamenti della Prima Internazionale e della Comune di Parigi, e se, infine, contribuì concretamente alla formazione di una coscienza operaista e alla nascita del Partito operaio italiano, una tale influenza non è più riducibile, come si diceva all'inizio, alla sola polemica antianarchica. È vero che uno dei più consistenti risultati dell'influenza maloniana si debba cogliere nella decisione delle neonate formazioni operaie (in Italia, come in Francia) di non vedere compromessa la loro fragile esistenza con l'adesione ad astratte velleità rivoluzionarie di tipo bakuninista. Ma è altrettanto vero che il cosiddetto malonismo , considerato tout court dagli storici di ispirazione anarchica e da altri di tendenza marxista un riformismo insufficiente e bonario, non può consistere in una mera categoria storiografica utile agli uni per contestare l'essenza autoritaria del marxismo, e vantaggiosa agli altri per stigmatizzare la visione utopica dell'anarchismo. Il malonismo invece, concezione politica e culturale autonoma e positiva, prima di diventare riformismo, s'identificava con il collettivismo rivoluzionario e sperimentalista, cioè con un socialismo inteso come globalità di metodi e di dottrine e non come scuola egemonizzante e infallibilista. In questo senso Malon non creò alcun sistema, ma fornì un orientamento teorico e pratico ,37) sempre utile per un ripensamento del socialismo e della sua storia.
Anche come esperienza storica, il socialismo integrale di Bcnoit Malon, nei suoi motivi ispiratori, potrebbe tornare ancora di qualche giovamento a tutti coloro che, nella ricerca faticosa della via maestra del Socialismo , ritenessero inevitabile un ritorno alle origini.
Solo che le origini ubertose del socialismo italiano non coinciderebbero più con la nascita, a Genova, del partito politico della classe lavoratrice (il partito piccolo di Turati e della Kuliscioff),X) ma si identificherebbero con il collettivismo antiautoritario, sperimentalista, primointernazionalista e maloniano, così drammaticamente vissuto dai nostri lavoratori e da quelli francesi subito dopo la Comune di Parigi.
Mantova, 2 giugno 1881. Qualche anno dopo anche Agostino Pistoiesi ribadiva, su per giù, gli stessi concetti. La Plebe, a. XVI, n. 3, marzo 1883.
37) E. FotlRWlÈnE, B. Malon et le marxisme, in Revue socialiste, novembre 1893, n. 107, p. 543: a Ancora una volta, Malon non ha olfatto creato un sistema. Non ha preteso di costruire la filosofia sociale evoluzionista, ma fornire soltanto alcune indicazioni generali e soprattutto procurare elementi utili a questa futura costruzione .
38) Il Partito dei lavoratori italiani fu definito et partito piccolo dal periodico II Socialista di Palermo. L'espressione va riferita al pensiero politico di alcuni autorevoli personaggi (Turati, Kuliscioff ecc.) che si opponevano all'idea di un a partito grande , vagheggiata soprattutto da ex operaisti (Lazzari, Cohrini ecc.) che guardavano invece a una grande associazione eterogenea nelle altre parti, omogenea solo nell'intento di emancipazione del lavoro . L. Bwcucwo, Congressi socialisti e tradizione operaista cit., pp. 39-40.