Rassegna storica del Risorgimento

CANADA OPINIONE PUBBLICA PROTESTANTE 1846-1860; GIORNALI PROTES
anno <1979>   pagina <160>
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Angelo Principe
libertà ai valdesi come un regalo del re ai suoi sudditi e non un diritto come cittadini: questo atteggiamento, oltre ad essere strano, contraddice le loro fon­damentali convinzioni; essi infatti credevano nei diritti naturali dell'Uomo. Tale presa di posizione può essere compresa pensando che, in qualità di ferventi sostenitori della monarchia, essi avevano una profonda venerazione per la 'Corona' in generale, che ai loro occhi era simbolo e garanzia di libertà e stabilità.
È del tutto normale, quindi, la enorme risonanza che ebbe in Canada la visita di Vittorio Emanuele II in Inghilterra nel 1856: durante tutta la sua permanenza in Gran Bretagna i giornali canadesi davano notizie dettagliate del programma giornaliero del Re, informando i lettori delle accoglienze riservate all'illustre ospite dalla popolazione e dei ricevimenti e visite ufficiali organizzate per lui dalle autorità civili e religiose dell'isola. Benché i protestanti canadesi non considerassero Vittorio Emanuele uno dei loro, pensavano che per lo meno fosse un nemico della Chiesa di Roma: Il re di Sardegna>, riportava il Chri­stian Guardian, è sotto la maledizione della scomunica papale, ma sembra che non sia affatto preoccupato dell'impotente anatema.39
La partecipazione del Regno sardo alla guerra di Crimea fu accolta con piacere dai protestanti canadesi, i quali consideravano la decisione del Pie­monte una conseguenza logica della sua politica antipapale. Bravo, Pie­monte! scriveva a proposito il Globe, Non c'è da sorprendersi che il paese che ha lo spirito e il coraggio di opporsi al tiranno spirituale [il Papa], si affianchi agli alleati nella guerra contro la Russia . L'entrata del Piemonte ha conferito ulteriore prestigio e forza all'alleanza, e le efficienti truppe che Sua Maestà ha mandato al fronte per cooperare con le forze alleate non manche­ranno di mantenere l'alta reputazione per cui l'esercito sardo si è sempre con­traddistinto .37) Così commentava il Globe.
Spesso i servizi giornalistici dal fronte, che descrivevano l'andamento della guerra e la condotta dei soldati, non mancavano di sottolineare il valore del con­tingente sardo. U brano seguente, tratto dalla descrizione della battaglia sul fiume Cernaia, ne è un chiaro esempio: I Russi erano esposti sul fianco al tiro dei Piemontesi, i quali sparavano con una precisione straordinaria... H resto della colonna russa si mise al riparo sull'altra sponda del torrente e rimase là, finché due battaglioni di Piemontesi non li attaccarono avanzando fino al fiume. I Rn 88Ì si ritirarono in disordine e frettolosamente ingaggiando gli attaccanti in qualche scaramuccia; ripiegando raggiunsero la parte alta del terreno, dove erano le posizioni della loro artiglieria e della loro cavalleria. Durante l'inseguimento i Piemontesi fecero alcuni prigionieri.38*
I protestanti dell'Alto Canada espressero soddisfazione per l'interesse dimo­strato dalle nazioni europee per la causa italiana al Congresso di Parigi. Essi notavano che la politica inglese verso l'Italia non presentava le ambiguità di quella francese: in Francia, dicevano, Napoleone in si reggeva al potere per l'appoggio dei gesuiti che controllavano i contadini e quindi non poteva inimi­carseli con una politica apertamente antipapale. In Inghilterra il governo non aveva nessuna riserva nel sostenere tutti gli sforzi del Piemonte, il quale si prò-
3*) Christian Guardian, 4 maggio 1853.
*> 17 settembre 1856.
*> 27 agosto 1855.
**> 1 settembre 1855.
39 Ivi, 14 settembre 1855.