Rassegna storica del Risorgimento

BORBONE PARMA ROBERTO DI; CARTEGGI (PIO IX-BORBONE PARMA); PIO
anno <1979>   pagina <165>
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Una lettera inedita di Pio IX
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piena deferenza, addirittura arrivando ad arpicare, non senza qualche ingenuità, che Pio IX volesse tornare a benedire l'Italia come nel '48: il Capo Augusto della Cristianità troverà in noi l'ossequio più leale, la venerazione più profonda, il rispetto più geloso della gerarchia del suo clero, le guarentigie più sicure del­l'esercizio della suprema sua autorità spirituale .
Il Pontefice non ritenne di accogliere quel messaggio e si chiuderà in Vaticano di se stesso antico prigionier .
Analoghe accuse saranno pronunciate nel primo anniversario dell'occupazione di Roma in un discorso rivolto da Pio IX a una delegazione di romani in visita d'omaggio. Non mancherà allora di definire perversa, adultera, di sozze infer­nali enormità... marmaglia di ragazzacci e giovinastri... gli Italiani che erano entrati in Roma.
Più attenuati l'emotività e il linguaggio nel secondo anniversario, di fronte alle festose dimostrazioni dei romani che pur avevano ferito altamente il suo cuore ed erano da lui definite basse dimostrazioni... che certamente non con­vengono ai vincitori e andavano avanti senza generosità con colpi di cannone e parole sempre più vili e indegne di coloro che le pronunciano e che credono di aver trionfato... . Per Pio IX l'occupazione di Roma restava una degra­dante rivoluzione di cui Vittorio Emanuele era stato il principale sostegno; la requisizione di vari conventi e di qualche chiesa non cardinalizia lo aveva soprattutto allarmato e indignato. Ricevendo il 15 ghigno i rappresentanti del patriziato romano, considerava quella visita omaggio come un segno di solida­rietà e di protesta contro l'usurpazioni del Governo e li invitava con animo pieno di mestizia > a mantenere la protesta contro quelle leggi che infirmavano il potere temporale e i possedimenti della Chiesa .
Arnaldo Salvestrini, illustrando, nel 1965, in Studi storici un carteggio rin­venuto nell'Archivio di Stato di Praga della granduchessa Maria Ferdinanda, matrigna e cognata del granduca Leopoldo II, osservava come, dopo lo sbanda­mento del '48, Pio IX fosse stato l'ultimo Papa che aveva tentato con fermezza e senza compromessi di lottare a viso aperto contro i tempi nuovi . Concordava così con il giudizio di Roger Aubert che, nel suo fondamentale lavoro Le Ponti­ficai de Pie IX (1952), aveva affermato che se quel pontefice aveva dimostrato una certa tolleranza verso le istituzioni liberaleggianti, aveva poi mantenuto la più ferma intransigenza verso l'ideale liberale. La lettera che pubblichiamo con­ferma ria dirizzo politico che accompagnò Pio IX fino alla morte.
BICE RIZZI
2) Analoghe accuse sono contenute nel volume Discorsi dal sommo Pontefice Pio IX pronunciati ed fedeli di Roma dell'Orbe dal principia detta sua prigionia fino al presente, a cura di Don Pasquale De Francisci, Roma 1870-1873.