Rassegna storica del Risorgimento
ALBANIA RELAZIONI CON TRIESTE 1900-1914; TRIESTE RELAZIONI CON
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Trieste e la nazione albanese
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dito spagnolo, che pur godeva credito presso Anselmo Lorecchio,in tacciandolo d'avventuriero; una corrispondenza da Scatari del dicembre 1906, firmata Bar-dhehylli, ricordava tra l'altro come, due anni prima, Aladro durante una sua visita a Trieste aveva consegnato al cav. Pietro Dodmassei del denaro a favore degli albanesi poveri ed ammalati, e proceduto all'investitura di un connazionale, quivi residente, a suo rappresentante ufficiale.l2)
Il trasferimento, nel corso del 1907, della redazione del giornale, fermo restando il suo programma ispiratore, in un grande centro mercantile ed industriale come Trieste muoveva, stando alle motivazioni addotte da Ivanay, dall'esigenza di soddisfare viemmaggiormente i bisogni della nostra madre patria, ed in pari tempo per facilitare e sviluppare il commercio con questa illustre città .a) Ma le prospettive d*Ivanay d'assicurarsi in loco una cerchia di lettori e di reperire fondi adeguati rimanevano deluse, mentre invece non dovevano mancargli sollecitazioni, accompagnate da promesse di aiuti, da parte dei comitati italo-albanesi e rumeno-albanesi a continuare la sua attività pubblicistica a Roma. Quivi infatti non tardava a stabilirsi riprendendo nel luglio 1908 la pubblicazione del suo giornale, con la collaborazione di Terenzio Tocci che vi appariva anche in veste di redattore responsabile. Divenuta bilingue, avendo abbandonata la versione in croato, La Speranza delVAlbania si trovava impegnata ad osteggiare, in ispecie, il progetto austriaco della ferrovia nel sangiaccato di Novi Bazar, secondo precise istruzioni impartite ad Ivanay mesi prima, quando nella settimana di Pasqua s'era recato a Bucarest ad una riunione della locale lega albanese, presente all'occasione un altro pretendente al trono d'Albania, il principe rumeno d'origine skipetara Alberto Ghika.14) Attivo nel comitato albanese Pro Patria di Roma e partecipe assieme all'aw. Tocci alle varie iniziative, quali appelli e conferenze, con cui si cercava allora di guadagnare l'opinione pubblica italiana alla causa skipetara, Ivanay ravvivava del pari i suoi rapporti con Ricciotti Garibaldi, presidente del Consiglio Albanese d'Italia ed ispiratore di progetti insurrezionali in Albania.15)
Sempre a Trieste, la stampa periodica s'arricchiva il 14 novembre 1907 di un quindicinale pubblicato in dialetto ghego da Mati Logorici, Dashamiri (L'Amico), che, a quanto è dato di sapere, si distingueva dalla generalità dei fogli confratelli usciti all'estero per non essere un portavoce di rifugiati, ma l'organo di determinati ambienti autoctoni. I suoi fondatori erano membri della società Agimi (Aurora) ed il suo programma contemplava lo sviluppo della
in A proponto di pretendenti, in La Nazione albanese del 15 novembre 1904.
W> Reminiscenze vecchie, ma tempre nuove, in La Speranza dell'Albania del 1 gennaio 1907.
13) Ai nostri Lettori, in La Speranza dell'Albania del 24 agosto 1907. Nella ricerca di un suddito austrìaco che si assumesse l'onere di gerente responsabile, Ivanay s'accordava prima con Andrej Marusic e successivamente con Giuseppe Westermayer (A.S.T., Poi.,
giornali, busta 2, fase. 30).
M) A.S.T., Poi., atti ris., busta 368, fase. 1405, dee. 1386. Da questo rapporto del direttore della polizia di Trieste al luogotenente si apprende ebe Ivanay, nel suo viaggio di ritorno da Bucarest, veniva ricevuto a Belgrado dal ministro degli esteri serbo, il quale gli prometteva una sovvenzione nel caso si fosse trasferito a Roma ed avesse agito pubblicisticamente in senso serbo-albanese.
15) A.S.T., Poi., atti ris., busta 368, fase. 1405, doc. 1465. Alcuni anni più tardi, realizzatasi l'indipendenza del suo paese, Ivanay dirigerà a Sentali il giornale Ljdhja Kombétare (L'Unione nazionale); v. in part. Bitoria e Shaipèrìse cit, voi. II, p. 438.