Rassegna storica del Risorgimento

ALBANIA RELAZIONI CON TRIESTE 1900-1914; TRIESTE RELAZIONI CON
anno <1979>   pagina <171>
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Trieste e la nazione albanese
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8 inserivano attivamente i comitati italo-albanesi assicurando il loro sostegno ad un governo provvisorio costituitosi nel nord del paese nell'aprile 1911 sotto la presidenza di Terenzio Tocci ed a tal fine organizzando la partenza dall'Italia di volontari che sotto il comando di Ricciotti Garibaldi si sarebbero affiancati agli insorti. Per il relativo trasporto s'era pensato di ricorrere anche a naviglio battente bandiera austriaca e di armare eventualmente alcuni convogli a Trieste od a Rovigno. Si trattava di una ridda di voci, in parte pervenute al BaUplatz dalla stessa ambasciata italiana, allineata sull'osservanza dei termini d'intesa per l'Albania operanti tra le due potenze dal 1897.20) In quanto alla presunta identificazione dei porti del Litorale come centri di raccolta di volontari, ciò corrispondeva con le tradizioni garibaldine della gioventù giuliana, che avevano radici nella partecipazione al Risorgimento italiano, all'armata dei Vosgi in difesa della terza repubblica francese, all'insurrezione della Bosnia e dell'Erzego­vina tra il 1875 ed il 1876 e, più recentemente, alla guerra greco-turca del 1897 allorché le camice rosse s'erano battute sul campo di Domokòs contro Edhem pascià.
La contrarietà del gabinetto Giolitti, per gli accennati impegni internazio­nali, alla spedizione di un corpo volontario italiano in Albania doveva indurre Ricciotti Garibaldi a desistere dal partecipare all'impresa, ma la propaganda in favore degli arruolamenti rimbalzava sul giornale repubblicano di Varese H Cacciatore delle Alpi, il cui direttore, Cipriano Facchinetti, raggiungeva in luglio Trieste, diretto ai luoghi dell'insurrezione. Nel capoluogo adriatico questi pren­deva contatto con l'ambiente mazziniano e costituiva un locale comitato clan­destino, capeggiato da Gabriele Foschiatti, per l'inoltro dei volontari. Siccome tutti i porti del regno erano strettamente sorvegliati, le camice rosse si sareb­bero concentrate a Trieste, imbarcate per Cattaro e da qui avviate a Podgoritza, al limite del confine montenegrino con l'Albania, dove avrebbe funzionato il quartier generale della spedizione. Dalla sede del settimanale dei mazziniani triestini, L'Emancipazione, Facchinetti inviava istruzioni a tutti i centri repub­blicani della penisola invitando i giovani all'appuntamento sui monti dei Ma-lissori.22*
Senonché il contrasto, inasprito da incresciose polemiche, tra il centro di Podgoritza e Ricciotti Garibaldi paralizzava il comitato di Trieste. Verso la fine di luglio partivano col piroscafo Baron Gausch Foschiatti e Bruno Turrini per unirsi agli altri compagni che già combattevano nell'alta Albania a fianco delle bande dei Grada sotto il comando del principe Simon Doda.B) Due corrispon-
2) À.S.T., Poi., atti ria., busta 368, fase. 1405, doc. 475; v. anche La rivoluzione albanese e il suo governo provvisorio, in L'Emancipazione, Trieste 22 luglio 1911. Per un quadro esauriente delle fasi dell'insurrezione, cr. Bistorta e Shqiperisè cit., voi. II, pp. 300 ss., in part. p. 317; nonché, per una ricostruzione su fonti ufficiali italiane, A. BUCINI, La lotta per l'indipendenza albanese nei rapporti degli addetti militari italiani (1911-1912), in Shéjzat (Le Pleiadi), numero dedicato a E. Koliqi, s.d. [ma 1978],
pp. 251-261.
2 Su quest'ultimo episodio, v. ora L. VERONESE jr., Domokòs 1897. Reportage
d'artista, Trieste, 1977.
22> Archivio privato Gabriele Foschiatti, / mazziniani giuliani e l'insurrezione alba-
nese, dattiloscritto di pp. 2.
23) Jbidem. Tra costoro c'erano, oltre a Facchinetti, Lamberto Duranti di Ancona, Colombo di Varese, il dott. Bologna di Milano, Gnecco e Bianco di Genova, il letterato vociano Eugenio Vaina di Firenze, Mazzoni di Cesena, l'irredentisita serbo Adolfo Muck