Rassegna storica del Risorgimento

ALBANIA RELAZIONI CON TRIESTE 1900-1914; TRIESTE RELAZIONI CON
anno <1979>   pagina <172>
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Ennio Macerati
dense dal fronte spedite da Foschiatti alla redazione deWEmancipazwne non giungevano a destinazione, verosimilmente intercettate dalla censura postale austriaca. > In agosto, quando ormai l'insurrezione segnava le ultime battute, la schiera degli italiani accorsi in Albania s'accresceva d'una decina di giovani mazziniani di Pola guidati da Luigi Bilucaglia, tra i quali si ricordano i nomi di Mozzetto, Starni, Bon e Giovanni Predonzani. I volontari vestivano in bor­ghese con una larga cartucciera alla cintola, erano armati del vecchio fucile austriaco Vernai, si nutrivano di carne di capretto e dormivano all'addiaccio. Impegnavano in azioni di guerriglia i distaccamenti ed i posti di guardia torchi nei territori dei Gruda, degli Hotti, dei Castrati e dei Clementi. A fine agosto la piccola legione italiana, rientrata a Podgoritza, veniva sciolta.25
Frattanto a Trieste, dopo la partenza di Foschiatti, nella cerchia dei mazzi­niani s'era formato, sotto la direzione di Angelo Polacco, nn nuovo comitato d'arruolamento in vista di un'ulteriore spedizione di volontari. Ma la polizia, grazie ad informazioni confidenziali, ne bloccava sul nascere l'attività con l'ar­resto, il 1 agosto, di Giovanni Paulin ed Enrico Calin, in procinto d'imbarcarsi sul Baron Gausch alla volta di Cattaro, e di Polacco e Carlo Kabler che stavano accompagnando al molo i primi due. Sotto l'accusa d'aver costituito una società segreta, comparivano in tribunale a piede libero il 7 settembre 1912 a distanza di oltre un anno Paulin, Polacco, Kabler e Foschiatti (a Calin non era stata intimata la citazione al dibattimento), tutti triestini, assieme a Mario Mizzan da Pisino ed al goriziano Luigi Giovanni Zei. La corte non riteneva, però, d'at­tribuire al Comitato prò Albania un carattere di vera e propria associazione, come non riscontrava specifici requisiti di segretezza nelle riunioni tenute dagli imputati, e pertanto assolveva gli stessi dal comune addebito, mentre per deten­zione d'arma proibita (un tirapugni) condannava Zei a due giorni d'arrèsto e dieci corone di multa. Un ricorso contro questa sentenza presentato in cassazione dal procuratore di Stato veniva successivamente ritirato.26
Un tentativo di contrabbandare armi nell'alta Albania aveva per protago­nista nella primavera 1912 l'agente di borsa triestino Giacomo Kotchi, originario di Scutari. L'episodio smuoveva la diplomazia turca che in maggio, tramite l'ambasciatore a Vienna ed il console a Ragusa, ne interessava il Ballplatz e rispettivamente la luogotenenza di Zara; in questo scambio di note comparivano i nomi di Kotcbi e di Nikola Schiesi, un albanese residente a Cattaro e quivi impiegato presso l'agenzia del Lloyd, quali responsabili del traffico d'armi. Noti­zie più circostanziate acquisivano al riguardo le autorità del Litorale e della Dalmazia dietro puntuali istruzioni del ministero degli interni di Vienna.- Veniva cosi accertato che Kotcbi, giunto di recente da Trieste a S. Giovanni di Medua in piroscafo con tre casse di munizioni, era riuscito a sbarcarne due con­
dì Cattaro. DuranU, Gnccco, Mazzoni e Foschiatti finivano col ritrovarsi l'anno dopo nella legione garibaldina impegnata a Drisko per la liberazione di Gianina e, ancora, nel 1914 tra le camice rosse combattenti nelle Argonne.
M> AXTIr. Direzione delle Poste, in L'Emancipazione del 19 agosto 1911. / mazziniani giuliani cit. Foschiatti fisserà alcune colorite immagini di questo suo periodo garibaldino in una lettera ad un amico, datata Postumia febbraio 1932 (parzial­mente pubblicata in G. FOCAR, Gabriele Foschiatti, Udine, 1966, pp. 31-32).
2) A.S.T., Trib. prov., atti penali, busta 4527, fase. a249/12; v. anche Tribunali l volontari per l Albania, in II Piccolo, Trieste 8 settembre 1912.
> Sugli sviluppi della vicenda si veda l'ampia documentazione in À.S.T., Poi., atti ns., busta 368. fase. 1405.